Il dolore
Tmm, Ristori, Pieracci e Bib in difficoltà per la contrazione dei volumi delle commesse
Ma l'indotto torna a tremare
Andreas Quirici
◗
Lesterno dellazienda pontederese dellIndotto Piaggio Tmm Sempre più aziende ricorrono ai contratti di solidarietà
3 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Un raffreddore e qualche linea di febbre alla Piaggio diventa una polmonite per l'indotto. Almeno questa è la sensazione guardando le varie situazioni aziendali che si stanno delineando in Valdera per il settore metalmeccanico, in larghissima parte legato alla casa della Vespa. La forte contrazione di volumi produttivi del "maggior committente" si trasforma in cassa integrazione e contratti di solidarietà per i fornitori. E' il caso della Tmm, impresa che conta poco più di 100 dipendenti e che realizza marmitte per veicoli a due ruote, sia per gli scooter del Gruppo Piaggio che per le moto. Ebbene, dal febbraio del 2009, 95 dipendenti vanno avanti con contratti di solidarietà che dovranno essere rinnovati anche per il 2011, dopo che negli ultimi 4 anni l'azienda ha vissuto periodi di cassa integrazione, sia ordinaria che straordinaria. Con il mercato delle due ruote in forte contrazione e le marmitte per i veicoli di piccola cilindrata sempre più importate dal "far east", la situazione della Tmm è divenuta delicata e tutta da decifrare. Così come lo è quella delle officine Ristori, che stampano e assemblano lamiere, ma che oggi vivranno un momento importante per il loro futuro, con un incontro fra i vertici dell'azienda e i sindacati per capire quali passi intraprendere per superare la crisi dovuta alla forte contrazione delle commesse provenienti da Piaggio. Chi invece sembra conoscere il proprio destino, almeno per i prossimi mesi, è la Pieracci di Fornacette, che realizza telai per i veicoli Piaggio. I circa 80 dipendenti sono in cassa integrazione e presto avranno a disposizione contratti di solidarietà per cercare di superare l'impasse, anche in questo caso dovuto alla riduzione di ordinativi provenienti dalla casa pontederese. Nel calderone della crisi c'è anche la Bib, che sta andando avanti anche grazie alla cassa integrazione. Sono circa 60 le industrie metalmeccaniche della provincia di Pisa che hanno fatto richiesta di cassa integrazione ordinaria negli ultimi mesi e altrettante imprese artigiane che hanno potuto sfruttare quella in deroga. Ripercussioni negative di un calo di vendite di scooter e moto che fin da aprile lasciava intravedere la situazione che si sta materializzando alla ripresa produttiva dopo la pausa estiva. Se si pensa che anche la Mitzuba, che fornisce motorini di avviamento a Honda, lavora in regime di contratti di solidarietà dal 2009, il quadro che ne esce è a tinte assolutamente negative. Piaggio, dal canto suo, ha un centinaio di operai delle meccaniche in cassa integrazione fino alla conclusione di settembre, ma può gestire la flessibilità delle oscillazioni grazie ai contratti a part time verticale e a quelli a tempo determinato. In tutto, quasi 700 lavoratori che hanno finito il loro periodo stagionale di rapporto di lavoro con Piaggio alla fine dello scorso luglio o che lo concluderanno al termine del mese di settembre.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
