Il Tirreno

Pontedera

Esclusi i pompieri locali dalla simulazione di una maxi emergenza prevista a fine novembre

Senza soldi per esercitarsi

Vigili del fuoco al lavoro all’interno della centrale operativa (Foto d’archivio)
◗
Vigili del fuoco al lavoro all’interno della centrale operativa (Foto d’archivio)

Sul piede di guerra i sindacati dei vigili del fuoco

2 MINUTI DI LETTURA





 PONTEDERA. Mezzi vecchi, straordinari e missioni pagati con il contagocce e ora anche il divieto di partecipare ad un'esercitazione internazionale della protezione civile, programmata in Lucchesia, ma che interesserà anche la macchina dei soccorsi e le infrastrutture di tutta la provincia di Pisa. Non solo: Pisa sarà interessata alla simulazione della maxi-emergenza anche per il 118, ospedali e aeroporto.  I sindacati dei vigili del fuoco pisano (tutte e tre le sigle, Cgil, Cisl e Uil) denunciano l'atteggiamento del governo nei loro confronti, con l'esclusione dalla partecipazione di una grande esercitazione. A novembre, il 25-26-27, si terrà un'esercitazione internazionale in Garfagnana e Lunigiana, dove verrà simulata un'emergenza di protezione civile. Un'occasione unica per poter testare e provare sul campo un modello di intervento, che avrà osservatori da tutta Europa e che consentirà di provare la macchina della protezione civile permettendo di evidenziare punti di forza ed eventuali debolezze come avviene di fronte ad una reale emergenza con il coinvolgimento operativo dei vigili del fuoco dei 27 membri dell'Unione Europea. Un'operazione finanziata dalla Comunità europea con circa 900.000 euro.  I vigili del fuoco italiani, come spiegano i rappresentanti sindacali della provincia di Pisa, non saranno presenti perché lo Stato ha dichiarato di non avere fondi economici disponibili per far fronte all'esercitazione.  Una decisione che aumenta il malumore dei vigili del fuoco, che in questo periodo sono alle prese con mille difficoltà.  Il lavoro del vigile del fuoco, spiegano i sindacati, si perfeziona durante gli anni anche mettendo in pratica nelle emergenze ciò che si apprende con i corsi. Recentemente è successo per il terremoto in Abruzzo, per il disastro di Viareggio, l'alluvione del Serchio. Sono emergenze per cui i vigili del fuoco non sono ancora stati pagati.  «Per essere pronti, bisogna esercitarsi per mettere alla prova quelle tecniche acquisite. La crisi nazionale ha coinvolto anche vigili del fuoco, sottoponendoli a pesanti tagli economici. Ma non comprendiamo gli sprechi che vengono fatti dai nostri dirigenti del dipartimento». Un esempio? «Il raduno di vigili del fuoco a Cortina d'Ampezzo - dicono - un appuntamento per cui sono state impiegate risorse economiche, di personale volontario, permanente, e con mezzi di soccorso. La cosa certa è che tutto questo non porta sicurezza, è protezione ai cittadini».  La denuncia dei sindacalisti pisani mira a chiedere alla popolazione di far sentire la propria voce. «È un paradosso che in terra italiana siano chiamati i colleghi pompieri stranieri senza darci la possibilità di lavorare ed imparare sul nostro territorio». S.C. ALTRO SERVIZIO A PAG. 3

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa