Il Tirreno

Pontedera

Nelle prime due settimane di settembre le vertenze aperte riguardano oltre 400 metalmeccanici

Ventidue aziende chiedono la "cassa" La Fiom è già in allarme per l'autunno

Manolo Morandini
Alla Piaggio vendite in calo del 3% nel 2010 il mercato ha perso il 30%
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Alla Piaggio vendite in calo del 3% nel 2010 il mercato ha perso il 30%

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 PONTEDERA. Ventidue. È il numero delle cartelle che da inizio settembre sono arrivate sul tavolo della Fiom di Pontedera. Ognuna è una storia d'impresa e di lavoratori. Sono i fascicoli aperti per cassa integrazione dopo la pausa d'agosto.  Il nome più altisonante è quello della Piaggio ed è anche la realtà a cui si legano i destini della quasi totalità delle imprese metalmeccaniche che stanno facendo i conti con la "cassa". In settimana ci sarà da sciogliere i nodi di Pieracci e Ristori: insieme contano circa 200 addetti. E poi ci sono Donati, Bib, Ghiara, Mek, Cam. Anche in queste aziende, che pesano per circa 220 addetti, si è alle prese con la Cig ordinaria. Invece, alla Tmm e alla Mitshuba si lavora con contratto di solidarietà.  «A un esame attento della situazione le ricadute sul territorio della crisi economica sono ancora complicate da decifrare - afferma Marcello Franchi, segretario provinciale Fiom - Il lavoro nel settore c'è ma a macchia di leopardo. Anche nelle realtà dove oggi c'è una situazione positiva la visibilità non si spinge oltre la fine dell'anno. Così non si programma e le assunzioni, che sarebbero già necessarie in alcuni casi, vengono rinviate». Che aggiunge: «Alla Piaggio i sentori in questo momento non sono positivi. Prima dell'estate c'è stato il blocco del sabato e una giornata di fermo produttivo. Adesso la "cassa" alle Meccaniche. Si prefigura un periodo poco roseo».  A tracciare il quadro della galassia di aziende che "dipendono" dagli andamenti della Casa della Vespa è Fabio Carmignani, della segreteria provinciale Fiom. «Nell'indotto e soprattutto nel sub-indotto la crisi morde forte - sostiene il sindacalista -. La produzione dei veicoli Piaggio quest'anno è calata di circa 30mila unità». E aggiunge: «Dopo un anno di "cassa" si comincia a sentir parlare di licenziamenti, figurarsi cosa sta accadendo in quelle realtà dove il sindacato è assente. Serve un impegno anche della politica affinché l'azienda si impegni a garantire un livello di ordinativi tale da assicurare gli attuali livelli occupazionali».  I contorni delle difficoltà che investono il contesto locale vanno ben oltre quelli del territorio. «È un problema complesso - dice il segretario Franchi - Serve una politica industriale a livello di governo che non si affanni a rincorrere quei Paesi dove il costo del lavoro è molto più vantaggioso a discapito dei diritti dei lavoratori». E conclude: «Confindustria e Federmeccanica cercano nella crisi un pretesto per ricattare i lavoratori e abbassare le tutele, derogando al contratto nazionale e alle leggi. Non può essere questa la strada per risolvere i problemi. È una china che innesca il conflitto nelle aziende. La divisione del sindacato è un altro motivo di debolezza».

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