Il Tirreno

Pontedera

In piazza per giocare

Giacomo Pelfer
Un momento del corteo che ha invaso pacificamente le vie del centro della città
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Un momento del corteo che ha invaso pacificamente le vie del centro della città

Corteo di genitori e bambini nel centro di San Miniato

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 SAN MINIATO. Una folla chiassosa ma pacifica. Un'occupazione non violenta di luoghi, spazi, vita e socialità. E' la manifestazione di ieri mattina nel centro storico di San Miniato. Un'iniziativa organizzata da un comitato spontaneo di genitori, che ha voluto sensibilizzare l'amministrazione sulla carenza di spazi da gioco per i bambini nel capoluogo.  I protagonisti sono stati proprio loro, i bambini appunto, che già intorno alle 10 affollavano piazza Dante, punto di partenza della manifestazione.  «Guardate questi ragazzi - dice il portavoce dei genitori Mario Desideri - basta un piccolo spazio libero, un pallone e sembra che diventino matti. Vogliamo recuperare i vecchi spazi di socialità, che sono anche luoghi di formazione e integrazione». Un tempo, ricordano in molti con nostalgia, ogni piazza era buona per giocare e San Miniato aveva almeno quattro campi da calcetto e da basket. Luoghi ormai scomparsi, trasformati in parcheggi.  Da piazza Dante il corteo si è mosso introno alle 10,30 fino a raggiungere il palazzo comunale. In prima linea i bambini, armati di fischietto e palloncini, con in testa lo slogan dell'iniziativa: «Che la natura si prenda gioco di me». Arrivati in Piazza Mazzini, i ragazzi sono stati accolti dagli animatori de "Gli Acchiappatutti" e della società "My Fair Italy", organizzatrice di eventi. Anche il sindaco Vittorio Gabbanini, a quel punto, è sceso a salutare i bambini. Accompagnato dagli assessori, il primo cittadino ha regalato magliette e palloncini con la scritta "Io amo San Miniato".  Dopodiché, una delegazione dei genitori è salita in municipio per esporre alla giunta le proprie idee e proposte. «L'unico parco giochi, quello dei giardini di Corso Garibaldi - ha spiegato Desideri - è un luogo inadatto: umido e fangoso in inverno, trasformato in latrina durante l'estate. Per non parlare della difficoltà d'accesso e delle barriere architettoniche». Un giudizio non condiviso dal sindaco: «Si può sempre fare di più e meglio, ma non mi sembra che la situazione sia così negativa».  «Non vale davvero più la pena investire in quell'area - ha aggiunto Franscesca Dani -, per questo proponiamo d'intervenire in altri quattro punti del centro, con soluzioni rapide e dai costi irrisori».  Al primo punto l'installazione di giochi e attrezzature nella parte più alta dei giardini, tra il monumento a Carducci e lo Chalet, di facile accesso per i residenti. «Non sono necessarie nuove strutture - ha precisato Dani -, si può riutilizzare qualcosa. Da parte nostra, inoltre, c'è la disponibilità per la manutenzione». «Si può fare - ha detto il sindaco - dovremo sentire la Soprintendenza ma non credo che ci saranno particolari problemi».  I genitori propongono poi un piccolo spazio giochi in Piazza del Duomo, di fronte alla scalinata per la Rocca, e la realizzazione di un campetto polivalente nell'ex giardino del convento di San Francesco. Disponibilità da parte della giunta, «anche se - ha precisato Gabbanini - si dovrà verificarne la fattibilità con la curia vescovile». Subito bocciata, invece, l'idea di uno spazio giochi in piazza Dante. Il parcheggio, infatti, in virtù del project financing del 2005, resterà nelle mani di Pisa Parcheggi e del Consorzio Etruria ancora per i prossimi 35 anni.

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