Gioco
Divisi per pregare, Fornacettenon basta più alla comunità islamica
Paola Silvi
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PONTEDERA. Duecento persone che festeggiano al campo sportivo di Calcinaia e altre 500 alla Tenuta Isabella. E' finito il Ramadan e i fedeli di Allah si sono dati appuntamento per preghare. Ma la comunità islamica si è divisa. A Calcinaia i magrebini, alla Tenuta Isabella i senegalesi. Due le motivazioni. «Da una parte perché è ormai una scissione abituale, dall'altra perché non c'è un luogo in grado di accoglierci tutti quanti insieme». Così Dia Papa Demba spiega la scelta di onorare la fine del Ramadan in due posti distinti e con orari diversi. Non c'è ombra di polemica nella sua riflessione, subito condivisa dal musulmano conosciuto come l'Imam di Fornacette. Ma il momento religioso diventa l'occasione per parlare del futuro. A cominciare dalla Moschea. Tanto voluta, sperata ma rimasta un sogno nel cassetto.
L'attuale sede di Fornacette sta stretta alla comunità pontederese che ospita anche altri piccoli gruppi dislocati in Valdera. Sono tanti i frequentatori che allineati spalla contro spalla, arrivano da ogni paese vicino. E la capienza dell'immobile non riesce a contenere un simile afflusso. Soprattutto il venerdì, alle 13, durante la preghiera sacra per loro come la messa domenicale per i cattolici. In mezzo alla distesa delle fabbriche, il centro culturale islamico brulica di gente. Una babele insolita dai mille volti. «Ogni venerdì affollano la stanza centinaia di persone e lo spazio sarà all'incirca di 300 metri quadrati», specifica l'Imam. Stretti come sardine. Del resto, non manca di sottolineare Dia Papa Demba, «la nostra comunità si è quasi triplicata. Fra senegalesi, marocchini, egiziani, tunisini, albanesi, curdi e qualche italiano convertito all'Islam saremo quasi 6mila in provincia. Non è giusto che dobbiamo separarci per far festa quando il vero significato del Ramadan è proprio la condivisione». Giorno dopo giorno l'esigenza di un altro luogo si sta facendo sempre più impellente. Il problema torna ogni anno puntuale. Ma non ci sono soluzioni in vista. Le necessità restano da tempo le stesse così come identico è il silenzio che le circonda. Oggi però c'è di più.»Saremo disposti anche ad acquistare il terreno», rincara la dose Dia Papa Demba. E la questione si allarga all'Unione dei Comuni. «Dal momento che il bisogno tocca tutti i comuni della Valdera, basterebbe che fosse l'Unione ad indicarci un'area adatta».
L'attuale sede di Fornacette sta stretta alla comunità pontederese che ospita anche altri piccoli gruppi dislocati in Valdera. Sono tanti i frequentatori che allineati spalla contro spalla, arrivano da ogni paese vicino. E la capienza dell'immobile non riesce a contenere un simile afflusso. Soprattutto il venerdì, alle 13, durante la preghiera sacra per loro come la messa domenicale per i cattolici. In mezzo alla distesa delle fabbriche, il centro culturale islamico brulica di gente. Una babele insolita dai mille volti. «Ogni venerdì affollano la stanza centinaia di persone e lo spazio sarà all'incirca di 300 metri quadrati», specifica l'Imam. Stretti come sardine. Del resto, non manca di sottolineare Dia Papa Demba, «la nostra comunità si è quasi triplicata. Fra senegalesi, marocchini, egiziani, tunisini, albanesi, curdi e qualche italiano convertito all'Islam saremo quasi 6mila in provincia. Non è giusto che dobbiamo separarci per far festa quando il vero significato del Ramadan è proprio la condivisione». Giorno dopo giorno l'esigenza di un altro luogo si sta facendo sempre più impellente. Il problema torna ogni anno puntuale. Ma non ci sono soluzioni in vista. Le necessità restano da tempo le stesse così come identico è il silenzio che le circonda. Oggi però c'è di più.»Saremo disposti anche ad acquistare il terreno», rincara la dose Dia Papa Demba. E la questione si allarga all'Unione dei Comuni. «Dal momento che il bisogno tocca tutti i comuni della Valdera, basterebbe che fosse l'Unione ad indicarci un'area adatta».
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