Sicurezza
Vespa copiata come il parmigiano
Manolo Morandini
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Una versione della mitica Vespa 125 VNA prodotta da Piaggio dal 1957 al 1959 Fascino retrò per la Neco Italia, che per adesso si può acquistare solo in Francia
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PONTEDERA. Un modello retrò, ispirato alla Vespa e chiamato Italia. Gli elementi che strizzano l'occhio al made in Italy ci sono tutti. La cinese Neco per adesso è sbarcata sul mercato francese ma arriverà anche in Italia. Un clone o perlomeno un prodotto ammiccante. Le linee e i colori pastello sono inequivocabilmente Vespa "old-style" mentre la tecnologia e la tecnica costruttiva, seppur cinese, sono di tipo moderno. Gli standard del resto sono europei, al punto che la garanzia sul mezzo è al pari di quella dei grandi marchi: 2 anni. Chi l'ha vista sfrecciare sulle strade della ville lumiere giura che: «se non fosse per la scritta "Vespa" che non c'è sarebbe difficile riconoscere a prima vista che non si tratta di un veicolo Piaggio». Le linee ricordano la Vespa N del 1959, storico modello nostrano. Ma per il grosso degli appassionati Piaggio, che a livello di mercato sono però sono una nicchia, la versione cinese è un modello che fa storcere il naso: «ricorda solo vagamente la forma di una Vespa senza carpirne l'anima». Neco Italia è comunque una sfida aperta al made in Italy. Tra le voci che si inseguono c'è quella dell'arrivo in Europa anche di uno scooter elettrico Eco Neco che dovrebbe avere le linee della Vespa Lx. Il Neco Italia utilizza alcune soluzioni proprie di tutte le Vespa: design a parte, anche la sospensione anteriore monobraccio con link a bielletta è liberamente ispirata alla due ruote di Pontedera. Raffreddato ad aria, è disponibile in due cilindrate con cambio automatico, entrambe a quattro tempi: la 50 cc, alimentata a carburatore, e una 125 alimentata per mezzo di un più sofisticato sistema a iniezione elettronica. Però non ha il vano portaoggetti sotto la sella ma dietro lo scudo, a forma di copriruota. A fare la differenza e rendere allettante i mezzi della Neco è il prezzo: lo scarto rispetto alla "originale" è nell'ordine dei mille euro. Sul territorio francese, infatti, costerà 1.930 euro nella versione 50 cc e 2.399 euro nella più potente 125 cc. Nell'attesa che anche Vespa torni sul mercato con un nuovo prodotto ispirato al recente passato, una riedizione della PX a marce, è probabile che nei prossimi mesi la Neco si spinga oltre nella clonazione della Vespa, per certi versi anticipandone i tempi: una versione elettrica con le sembianze della attuale LX è, infatti, pronta ad arrivare anche in Europa. Dopo pasta, sugo, mozzarella a parmigiano il rischio è che nel lungo elenco del finto made in Italy finisca anche il mito della Vespa. Gli attacchi non arrivano solo dalla Cina. C'è la storia, anche se diversa, dell'indiana LML, che produce un sosia molto competitivo della Vespa Px. Ma la sfida alla Piaggio non è solo sul fronte dello stile vintage della Vespa. C'è quella tutta italiana della Adiva, con sede nel beneventano a Montesarchio, che vuole scalzare il Gruppo di Pontedera dalla leadership di mercato nello scooter tre ruote con un'evoluzione dell'Mp3, che sarà presentata in anteprima a fine settembre al Planetario di Milano. In questo caso l'iniziativa imprenditoriale si basa su due modelli: un tre e un quattro ruote con design firmato dallo studio Marabese. I manager dell'azienda hanno una storia che affonda le radici in Piaggio e Bmw, Davide Gerosa che si occupa del marketing e Damian Scavo, uno dei soci fondatori.
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