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Pontedera

Santa Maria a Monte. La recente polemica sui contributi per l’asilo ha scosso il primo cittadino

Il sindaco: «Basta con corvi e veleni»

Sopra il sindaco di Santa Maria a Monte David Turini; a destra una seduta del consiglio comunale
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Sopra il sindaco di Santa Maria a Monte David Turini; a destra una seduta del consiglio comunale

David Turini lancia l'allarme sulla politica locale ormai alla deriva

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 SANTA MARIA A MONTE. È stufo di dover mandar giù l'indigeribile. È stanco di essere spedito ormai quotidianamente sulla giostra dei veleni. David Turini, sindaco di Santa Maria a Monte, dice basta. E fa appello affinché la politica riesca a non essere risucchiata definitivamente dalle polemiche.  «La recente richiesta di dimissioni dell'assessore Cristina Falleri da parte del gruppo "Progetto per Santa Maria a Monte" - afferma il sindaco Turini - conferma quello che ormai da tempo è un mio convincimento. Convincimento confermato non solo dalla questione riguardante l'assessore Falleri, ma anche, soprattutto, per i toni usati per l'attacco personale a me e alla mia famiglia che hanno contraddistinto le ultime esternazioni pubbliche del capogruppo di "Programma di Libertà" Manuela Del Grande (il riferimento è ai contributi regionali per gli asili, ndr). Tirare in ballo, tra l'altro in maniera illegittima, le mie bambine o accusarmi di chissà quali metodologie nell'avanzamento delle varie carriere è del tutto inaccettabile. La politica a Santa Maria a Monte, o meglio il dibattito politico, credo sia giunto alla deriva. Purtroppo, questo clima dove viene insinuata continuamente la malafede, dove vengono rivolti continui attacchi personali, caratterizza questo territorio da molti anni, da periodi cioè molto precedenti alla mia esperienza di sindaco, e comunque rispecchia il clima della peggiore politica nazionale».  Turini si chiede come può una forza come "Progetto per Santa Maria a Monte" conciliare la volontà di esprimere proposte costruttive con la richiesta di dimissioni di un assessore e come possono Pietro e Antonio Belcari, insieme al coordinatore Vanni, parlare delle necessità di un «progetto di ampio respiro per il centro storico» e poi osteggiare il project financing. «Confido - evidenzia il sindaco - in una chiarificazione dell'atteggiamento di questa forza politica, che in un recente passato ha dato confortanti segnali di collaborazione nei confronti dell'amministrazione comunale».  Il primo cittadino ricorda che i veleni e i "corvi" a Santa Maria a Monte non sono una novità e cita due casi relativi a persone non facenti parte dello schieramento di maggioranza. «Alla fine degli anni Ottanta - prosegue Turini - fu l'allora vicesindaco Vincenzo Venuta ad essere demolito sul piano personale attraverso la celeberrima lettera del "corvo" che di fatto avviò il processo che portò alla caduta della giunta Psi-Dc con sindaco Silvano Melani. Un episodio di cui beneficiò indirettamente la mia parte politica ma che certamente non fece onore a Santa Maria a Monte. Ricordate poi i continui e per certi versi stucchevoli attacchi personali mossi da Alberto Fausto Vanni all'ex vicesindaco Ilaria Parrella? Hanno caratterizzato tutta la passata legislatura senza che si aprisse mai uno spiraglio per una valutazione oggettiva del lavoro di un assessore. Siamo l'unico comune in cui i toni sono sempre alti; l'unico in cui viene contestato il fatto che consigli comunali o commissioni vengano effettuate il venerdì, specialmente nel periodo estivo, perché i signori consiglieri devono raggiungere le località di villeggiatura; l'unico in cui vengono redatte interrogazioni e mozioni sul sentito dire; l'unico in cui viene gettato discredito professionale e umano sul personale del municipio; l'unico in cui viene violata, spesso e volentieri, la normativa che regola l'accesso agli atti da parte dei consiglieri comunali, che poi diffondono dati che per legge, se non attraverso una certa tempistica, non possono essere resi pubblici. Se un partito d'opinione come Rifondazione Comunista si mette a fare polemica sull'erba alta e sulle panchine, difendendo tra l'altro i presunti interessi di una località a discapito di un'altra, allora stento a capire quale debba essere il ruolo della politica nelle istituzioni locali. Accetterei volentieri un dibattito, anche aspro, ma basato sui contenuti dell'azione di governo della mia giunta che non sull'asilo delle mie figlie o sulle consulenze esterne del Comune». C.M.

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