Il Tirreno

Pontedera

Presentato dal sindaco di Calcinaia e dal presidente dell’Unione del Comuni

Biancoforno, c'è il piano di sviluppo entro l'anno il nuovo stabilimento

Jacopo Paganelli
Il cantiere del nuovo stabilimento della Biancoforno e i titolari in visita col sindaco di Calcinaia
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Il cantiere del nuovo stabilimento della Biancoforno e i titolari in visita col sindaco di Calcinaia

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 FORNACETTE. Presentato il piano di sviluppo industriale della frazione calcinaiola. In prima linea c'è la Biancoforno: una storia che parte dal 1990 con una piccola bottega dolciaria, e che si concretizza oggi in un nuovo e più ampio centro industriale.  Alla riunione, nell'azienda fornacettese,c'eranoil sindaco Lucia Ciampi, il vicesindaco, Roberto Gonnelli, e il presidente dell'Unione Comuni della Valdera, Ivan Mencacci. «Per fortuna che nel nostro territorio ci sono ancora imprese sane che hanno voglia di investire, nonostante che i soldi a disposizione dei nostri municipi siano sempre meno», esordisce. Già, perché la manovra finanziaria ha sciolto, nel 2008, il Consorzio dei comuni della Valdera - l'ente che sovvenzionava lo sviluppo delle nostre zone - e i sindaci hanno dovuto arrangiarsi da soli. Lo hanno fatto con una convenzione del 2009 fra Calcinaia, Lari, Ponsacco e Pontedera, che ha permesso di non lasciare sguarnito il fronte dell'iniziativa privata. Da qui la variazione al vecchio piano, che divideva il terreno industriale in piccoli lotti che non sarebbero stati riempiti tutti, e l'istituzione di un grande macrolotto, destinato allo sviluppo della nuova sede Biancoforno. E' seguita poi una breve visita guidata al cantiere. «Da anni siamo in trincea contro nomi del calibro di Barilla, Motta e Loacker per assicurarci una fetta importante di mercato. In Toscana siamo diventati i primi - afferma orgoglioso Luca Lami, uno dei due fratelli titolari - e siamo l'unica azienda del comparto dolciario che non ha fatto registrare il segno negativo sull'andamento delle vendite, che l'anno scorso hanno raggiunto quota 26 milioni e mezzo di confezioni». Importanti opportunità industriali, dunque, ma anche e soprattutto occupazionali. Si prevede, infatti, che la nuova sede industriale, che copre un'area di circa 44.000 metri quadrati, contribuirà alla crescita del fatturato di circa il 10% l'anno. Con la richiesta crescente di prodotti, dovrà crescere per forza anche l'organico. Di pari passo: si prevede quasi il raddoppio dell'attuale organico. Colpisce ancora di più, forse, la grande attenzione che l'azienda dedicherà alla cura fisica e morale dei suoi dipendenti: ampi spazi per gli spogliatoi e le aree ricreative, per circa 200 mq, con biliardini, divani e televisioni. «Il benessere psicofisico dei dipendenti è la stella polare della nostra politica industriale. Deve essere chiaro che le risorse umane devono essere considerate in primis persone con la propria e inviolabile dignità», chiosa Franco Lami. Completati i lavori, entro fine anno, inizierà il trasferimento dei macchinari.

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