Italia
Nubi sul Santa Chiara dipendenti in agitazione «Futuro da chiarire»
Francesca Suggi
Preoccupate le organizzazioni sindacali: manca un piano per sanare i debiti. Incertezza anche sui contratti
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VOLTERRA. Clima sul lavoro tutt'altro che sereno. Riorganizzazione interna non condivisa. Forti tensioni tra amministrazione della casa di riposo e dipendenti. Senza dimenticare che la struttura ospita una settantina di anziani che pagano rette mensili che superano i 1.500 euro. L'istantanea scattata al Santa Chiara di Volterra (foto) dai sindacati è tutt'altro che rosea. Una situazione preoccupante che non fa dormire sonni tranquilli ai quaranta dipendenti. «C'è una grande incertezza tra il personale rispetto al futuro», dicono dalle segreterie provinciali Cgil, Cisl e Uil. «Ad oggi non esiste ancora un piano credibile da seguire per risanare un bilancio caratterizzato da gravi perdite», ecco il primo nodo da sciogliere secondo i sindacati. Un problema che è venuto fuori dal faccia a faccia tra loro e il presidente della casa di riposo, Emanuele Orsi. Si cercano chiarimenti rispetto all'idea espressa recentemente di trasformare i contratti dei dipendenti e di fare del Santa Chiara un polo unico per la gestione di tutti i servizi socio-sanitari dell'Alta Valdicecina. «Probabilmente il piano industriale sarà presentato alle parti interessate il prossimo 14 ottobre», continuano. I sindacati parlano di una "gestione a vista" della residenza per anziani. Un modus operandi che allarma lavoratori e segreterie provinciali e si traduce in 4 punti fondamentali portati sul tavolo di confronto con l'azienda. Si chiede il mantenimento della natura pubblica della casa di riposo. Sulla questione posti di lavoro e natura del contratto i sindacati sono chiari: «Abbiamo chiesto il mantenimento degli occupati, un eventuale piano assunzioni - dicono - e il mantenimento dell'attuale contratto degli enti locali. Solo nel caso di un percorso condiviso al tavolo sindacale e con i lavoratori si potrà andare verso il contratto della sanità pubblica». Ma soprattutto Cgil, Cisl e Uil pretendono una proposta di piano di fattibilità - verificato con i soggetti interessati - per uscire da un rosso a chiusura bilancio 2009 di 500mila euro. «L'assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori ha manifestato con forza la propria preoccupazione per il futuro dell'azienda ed ha ribadito i 4 punti che il sindacato unitariamente ha portato al tavolo di confronto rivendicando la necessità di recuperare corrette relazioni sindacali soprattutto in una fase di difficoltà e di cambiamento», concludono.
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