Proteste
Montopoli Valdarno. «Da 32 anni veniamo qui per la fiera di San Romano. Mai un problema»
Guerra tra giostrai e Comune
Giacomo Pelfer
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Alcune roulotte a Fontanelle; sotto lingresso del campeggio di Montopoli A Fontanelle vietata la sosta, fioccano i verbali da 500 euro
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MONTOPOLI VALDARNO. Una giostra di polemiche. E' quanto resterà dell'edizione 2010 della tradizionale fiera di San Romano. E' guerra, infatti, tra i giostrai e il Comune di Montopoli, che da quest'anno ha deciso di negare lo spazio per le roulotte nell'area industriale di Fontanelle. Una guerra condita da ben quattro verbali, di 500 euro ciascuno, per occupazione abusiva di suolo pubblico. Il tutto, a detta dei giostrai, senza una valida spiegazione. A raccontare la vicenda è Carlo Berti, rappresentante sindacale della Cna "Attrazionisti viaggianti", nonché storico giostraio, originario di Fucecchio, da sempre in giro per mezza Toscana con le proprie attrazioni. San Romano è l'appuntamento fisso di ogni fine estate. «Sono 32 anni che veniamo qua e non c'erano mai stati problemi - dice Berti -; abbiamo sempre pagato il suolo pubblico, sia per le giostre che per le roulotte». Vere e proprie case viaggianti, ospitate da sempre nell'area di Fontanelle durante i giorni della fiera di San Romano e di quella successiva a Capanne. Quest'anno, invece, durante il mese di luglio, alcuni giostrai hanno ricevuto una lettera nella quale si spiegava che il piazzale non era più idoneo. «A quel punto - racconta Berti - ci siamo incontrati con il sindaco Vivaldi assumendoci la responsabilità del controllo della piazza, come facciamo in altri comuni. Sembrava tutto sistemato. Invece, arrivati qui, ci hanno detto di spostarci». L'amministrazione aveva individuato come alternativa il campeggio privato "Toscana Village" di Montopoli. Un luogo improponibile per roulotte di centinaia di tonnellate con 15 o 20 metri di lunghezza. Uno dei giostrai, Pietro Gerardi, ha provato a entrare nel campeggio: «Ho rovinato sia la motrice che la roulotte, era impossibile controllare il mezzo con queste pendenze». Da qui il caos. I giostrai che erano già arrivati hanno deciso di restare dov'erano, beccandosi poi i verbali. Qualcun altro, invece, ha portato a San Romano soltanto le giostre, ma è stato costretto a tenere le roulotte nei comuni che già li ospitavano, in particolare sulla costa, col risultato di dover fare la spola ogni giorno. Altri ancora a San Romano hanno preferito non venirci neppure, come Remo Caprile: «In queste condizioni tanto vale non muoversi - spiega -. Il problema è che i miei figli erano abituati a iniziare l'anno scolastico qui a Montopoli». «Con tutti i problemi che abbiamo avuto non sono riuscito a finire di montare il mini-autoscontro - prosegue Berti - e ogni giorno i bambini continuano a chiedermi quando sarà pronto. Reclamerò dal Comune i danni per il mancato lavoro. E' assurdo essere trattati così: sono decenni che portiamo le attrazioni nel comune di Montopoli. Qui ormai ci conoscono tutti, e la maggior parte di noi è proprio originaria di queste zone. Con gli altri comuni non abbiamo mai avuto problemi del genere. A Montopoli, invece, nessuno ci ha ancora spiegato perché ci dobbiamo spostare. Se non ci vogliono più, tanto vale che lo dicano, ma non credo che i cittadini e i commercianti ne saranno felici».
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