Il Tirreno

Pontedera

Nuovo appello del Coordinamento al presidente della Provincia: «Basta concessioni»

Dissociatore, sempre più no

Andreas Quirici
Un momento della riunione di martedì sera nella sala Valli a Ponsacco
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Un momento della riunione di martedì sera nella sala Valli a Ponsacco

Prosegue la battaglia contro il progetto di Ecofor Service

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 PONSACCO. Sono cinquecento i cittadini della Valdera che sono entrati nelle file del Coordinamento per la corretta gestione dei rifiuti, dopo che si è diffusa la notizia del progetto di Ecofor Service di costruire un dissociatore molecolare a Gello e di ampliare la discarica già esistente. Un esercito di persone che si stanno interessando alla vicenda e che, riunione dopo riunione, stanno aumentando di numero. Un esempio è stato dato dalla riunione di martedì sera alla saletta Valli di Ponsacco, a cui è accorso un pubblico numeroso a seguire una delle tappe del tour, organizzato dallo stesso Coordinamento, per sensibilizzare l'opinione pubblica alla vicenda. In queste riunioni, ma anche a Vicopisano e Castelfranco di Sotto (dove sono previsti dei nuovi gassificatori), si stanno raccogliendo firme da presentare al presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni. «Vogliamo chiedergli - hanno detto esponenti del Coordinamento - di non rilasciare più concessioni per la costruzione di questo genere di impianti, che non sono altro che inceneritori. Vorremmo anche far capire a Pieroni e a tutta la politica locale che insieme a noi ci sono tantissimi cittadini contrari a questo tipo di operazioni».  Secondo il Coordinamento per una corretta gestione dei rifiuti in Valdera, il dissociatore di Ecofor Service, che dovrebbe arrivare a trattare fino a 120mila tonnellate di rifiuti speciali all'anno, è un progetto «inutile, dannoso per la salute e la vita sociale delle popolazioni nel raggio di 50 chilometri dall'impianto e troppo costoso». Basterebbe abbracciare la politica dei rifiuti zero, «oppure fare un'adeguata raccolta differenziata, incrementando il porta a porta e sensibilizzando la popolazione a un uso consapevole della loro immondizia». Durante la riunione, infatti, sono stati segnalati numerosi esempi di impianti alternativi, proponendo anche il concetto di riparazione e riuso degli oggetti che normalmente finiscono in discarica. Ma ormai sembra di essere alle porte con i sassi. Tra poco, infatti, la Provincia di Pisa, insieme ai Comuni interessati, all'Arpat e all'Asl dovrà riunirsi per dare o meno il via libera alla realizzazione del progetto. Ecofor Service ha prodotto le integrazioni al progetto richieste dalla conferenza dei servizi della stessa Provincia e attende una risposta. A giorni, poi, ci sarà un'altra risposta, ancora una volta proveniente dalla Provincia di Pisa. Quella relativa alla richiesta d'indagine pubblica avanzata proprio dal Coordinamento. «Un'azione prevista dalla legge - dicono gli ambientalisti - che l'ente ha facoltà di accogliere o di rifiutare, ma in quest'ultimo caso dovrebbe motivare il suo no. Siamo tutti in attesa di vedere cosa ci diranno, dopo che non ci hanno preso nemmeno in considerazione quando abbiamo presentato osservazioni al progetto originario di costruzione del dissociatore molecolare, una definizione che non esiste, né dal punto di vista legislativo, né sotto l'aspetto della tecnologia per trattare i rifiuti».

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