Il dolore
Artistico, nella prima 37 in classe
Paola Silvi
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Studenti dellartistico impegnati in unattività di laboratorio Allarme della Cgil: «Per l'organico docenti non ci sono soluzioni a breve»
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VOLTERRA. Studenti stipati in una classe superaffollata. Insegnati costretti a sgolarsi per mantenere la disciplina. Ma soprattutto 3 alunni disabili compresi in questo elenco senza fine che conta 37 nomi. E' questo il quadro a tinte fosche che aspetta gli iscritti alla prima del Liceo artistico Carducci di Volterra al ritorno sui banchi. Non ci sono sconti, ne possibilità. Il destino sembra essere segnato: la seconda sezione non si farà. La denuncia arriva dalla Cgil, dove dai primi di agosto continuano ad accumularsi lettere di protesta e segnalazioni allarmanti. «Anche il sindaco Buselli - dice Gabriella Bresci, del settore scuola della Cgil - ci ha inviato un'analisi dettagliata della situazione. Ma l'organico di fatto parla chiaro e non si prospettano soluzioni imminenti. Al momento delle iscrizioni la scuola non poteva prevedere il numero delle richieste e che l'Ufficio scolastico regionale non avrebbe concesso la seconda classe». E aggiunge: «È impensabile che il liceo volterrano consigli a questi studenti di trasferirsi in altri istituti. L'artistico più vicino è a Pisa e sul territorio c'è carenza di scuole tecniche». Un rompicapo per gli aspiranti alunni, soffocati in un'aula che per la normativa antincedio potrebbe accoglierne solo 25. Un paradosso per il mondo dell'istruzione etrusco che in fase di orientamento ha fatto scintille, avvicinando ben 11 aspiranti creativi dalla costa e 2 da Casole d'Elsa e che adesso si trova costretto al sovraffollamento. Senza contare i problemi di sicurezza e didattica. «Non ci sono - continua Bresci - laboratori e strutture in grado di ospitare 37 alunni. Specialmente nelle prime classi composte da ragazzi provenienti da scuole medie diverse tutto diventa più difficile. Può capitare che per mandare avanti la maggior parte della classe non si riesca a seguire gli alunni con più difficoltà. Figuriamoci tre disabili». Mentre i disagi si susseguono e i malumori crescono la preside Luciana Rocchi, appena arrivata, cerca di mantenere la calma: «Ho trovato questa condizione e sto ancora valutando».
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