Il Tirreno

Pontedera

Pulcino d'argento senza Allegri

Andreas Quirici
Alcuni degli ospiti del premio organizzato dalla polisportiva
◗
Alcuni degli ospiti del premio organizzato dalla polisportiva

Tanti big del calcio a Cascina, da Amoroso a Gigi Simoni e Carlo Pellegatti

3 MINUTI DI LETTURA





 CASCINA. Massimiliano Allegri, il livornese allenatore del Milan, non c'era sul palco di piazza della Chiesa a ritirare il Pulcino d'argento, edizione numero 35, perché la squadra rossonera ha ripreso proprio ieri gli allenamenti a Milanello in preparazione della gara di sabato a Cesena. Ma c'erano tutti gli altri ospiti legati al calcio e premiati dalla Polisportiva Pulcini di Cascina, nella "Settimana della Misericordia", oltre naturalmente ai tantissimi bambini della società giallorossa.  Anche a loro sono stati consegnati riconoscimenti dagli stessi ospiti.  Tra questi c'era Giuseppe Mancini, ex presidente del Cascina, Marco Ilari del Pisa, premiato con il "Simone Redini" come miglior giovane della passata stagione, Angelo Palmas, direttore generale del Pisa, a cui è andato un premio speciale; Cristian Amoroso, anche lui del Pisa, divenuto famoso ultimamente per aver rifiutato il trasferimento al Livorno; Davide Guetta, giornalista della fiorentina Radio Blu, che ha vinto il premio Arnaldo Carpita, in memoria del giornalista cascinese. Oltre a questi, c'era il conduttore di Tutto il calcio minuto per minuto, Alfredo Provenzali, premiato con il Microfono d'argento, insieme a Carlo Pellegatti, giornalista televisivo di Mediaset, l'allenatore Gigi Simoni, premiato con il Romeo Anconetani e Darwin Pastorin, giornalista per 20 anni di Tuttosport, ex direttore della testata giornalistica de La7 e attualmente direttore della piemontese Quarta Rete, a cui è andata la Penna d'argento.  Inoltre, sul palco, c'erano anche Michele Camporese, giocatore della Fiorentina, premiato con il riconoscimento intitolato a Francesco Menicucci, calciatore del Cascina deceduto alcuni anni fa mentre stava disputando una partita e l'arbitro Marco Guida, a cui è andato il Fischietto d'argento. «Lo scorso anno la nostra trasmissione ha compiuto 60 anni - ha detto Provenzali dal palco - e di tutti i premi che abbiamo ricevuto, forse questo è il più autentico, perché è stato suggerito dai ragazzi». Anche Pastorin ha ricordato l'importanza di essere premiati dai giovani: «E' un motivo d'orgoglio ricevere questo premio, anche perché in passato lo hanno ricevuto molti miei maestri come Vladimiro Caminiti. Oggi fare giornalismo sportivo ha un senso se si raccontano storie. Un ritorno al passato, ma che può essere vincente per il futuro del nostro lavoro». E poi le parole di Mancini, da alcuni anni fuori dal mondo del calcio per motivi personali: «Ho lasciato, perché questo ambiente mi faceva ricordare troppe cose, ma ringrazierò sempre questo sport. Ha segnato la mia vita». Gigi Simoni, applauditissimo, è tornato a Cascina per la seconda volta, dopo aver vinto il Pulcino d'Argento nel 1998, per un premio in memoria di Romeo Anconetani: «Del presidente ho ricordi splendidi. Disse che ero il miglior allenatore italiano e fu una cosa che mi colpì, perché era un tipo che non regalava complimenti. Oggi sarebbe comunque un grande presidente».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web