Il Tirreno

Pontedera

IL FATTO

L'allarme arrivò dal parroco

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 SANTA MARIA A MONTE. Una riflessione esternata durante la messa in piazza della Vittoria, con la consapevolezza di chi ogni giorno è a contatto con i più deboli. «Insieme alla Caritas - afferma don Marco Pupeschi, parroco di Santa Maria a Monte - abbiamo notato che per la prima volta si presentano alcuni casi di dipendenza da gioco». Di qui la decisione di porre la questione sul tavolo, nel modo in cui ogni parroco può comunicare: «Nelle mie parole non c'era assolutamente nessun intento persecutorio verso qualcuno - spiega Pupeschi - solo la necessità di mettere in luce un problema che c'è. Frutto di una cultura che fiorisce in questi tempi di crisi e colpisce sempre più i giovani. E' bene, invece, che sappiano che il guadagno facile non fa altro che impoverire chi lo persegue, allontanandolo dagli unici valori da cui possono nascere successo personale e vera ricchezza: lo studio ed il lavoro». Ed ecco che il pensiero va anche a chi, con quelle macchinette, ci guadagna più di tutti. «Lungi da me voler fare facili polemiche - continua il parroco - ma è sicuramente curioso che lo Stato non abbia mai messo in dubbio la convenienza morale di tali guadagni. Conviene davvero continuare per questa china?». N.D.M.

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