Gioco
Un esposto del Pdl sulla concessione gratuita di due impianti sportivi
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Il consigliere Giacomo Cappelli e gli impianti sportivi di Cascina Cappelli chiede se è regolare la procedura seguita dal Comune che ha li affidati alla società di un consigliere di maggioranza
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CASCINA. Un esposto per fare chiarezza sulla gestione degli impianti sportivi di tennis e calcetto, nella zona sportiva di Cascina vicino al piazzale "Ferrari". L'ha presentato ai carabinieri di Cascina il consigliere comunale e provinciale del Pdl, Giacomo Cappelli. L'opposizione chiede di accertare se sia stata agevolata la società sportiva di cui è presidente Fabio Mariotti, consigliere di maggioranza. È una lunga storia quella della zona sportiva, lasciata da anni nel degrado da quando per motivi climatici è andata distrutta la copertura (pallone gonfiabile) dei campi di calcetto e tennis, di proprietà del Comune ed affidati in convenzione alla Gesport. Allora si aprirà una guerra di competenze: a chi spettava la riparazione del pallone gonfiabile? In teoria al Comune. Nella pratica gli impianti vennero lasciati nel degrado. La stessa società Gesport, nel corso degli anni, ha presentato un piano di investimenti e di gestione di uno spazio di sport che prevedeva un investimento di cinquecentomila euro e interessava tutta l'area. Progetto che non è mai stato preso in considerazione in quanto sembra poco gradito ai vertici della macchina comunale. Nel novembre 2009 il Comune, prosegue Cappelli, ha incaricato la cooperativa Arca di pulire gli impianti sportivi e per fare questo ha speso quasi novemila euro. Il gennaio successivo, cioè a inizio anno, è stato redatto un verbale di accordo in cui si individua come associazione capofila l'Atletica Cascina, gestita dal presidente Fabio Mariotti, consigliere di maggioranza, appunto. «È invece del marzo scorso - continua Cappelli - una delibera di giunta a cui è allegata la convenzione per l'affidamento e la gestione degli impianti dove sono previsti punto per punto gli obblighi dell'amministrazione comunale e delle società affidatarie». Ma questa convenzione non è sottoscritta, spiega Cappelli. «Ho contattato alcuni rappresentanti delle società e mi hanno detto di non averla firmata e che non l'avrebbero firmata. Motivo? Per le gravose responsabilità che si sarebbero dovuti accollare. Tutto questo anche se la società che ne avrebbe tratto maggior beneficio sarebbe comunque stata quella capofila, cioè l'Atletica Cascina». Per Cappelli la gestione degli impianti sportivi è lacunosa. «Il Comune si accolla la bonifica e poi invece di fare un bando di gara ha ritenuto di affidarli in concessione a titolo gratuito per due anni». Di fatto la gestione dal mese di marzo scorso «è seguita solo alla capofila Atletica Cascina che incassa le quote di affitto e gestione». Da qui la decisione del consigliere di rivolgersi ai carabinieri. «Sono diverse le inchieste che riguardano il Comune - dice Cappelli - da quella dell'ex assessore Roberto Lorenzi, ad altre sulla Dea o quella sulla pedana lungo la Tosco Romagnola a San Frediano. Perché nessuno spiega ai cittadini l'esito di queste indagini?».
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