Il dolore
Troppa afa in chiesa, trasloca il matrimonio
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Il cartello che gli sposi hanno affisso alla porta della chiesa del Crocifisso e Nicola e Luisella dopo la cerimonia in Duomo Dal Crocifisso al Duomo per il padre della sposa che è malato di Sla
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PONTEDERA. «Non abbiamo cambiato idea, soltanto la chiesa». Un avviso impossibile da non notare. Affisso al portone della chiesa del Crocifisso, scelta da molte coppie per dire "sì". Di solito sono gli sposi ad essere presi di mira dagli amici con scherzi e volantini ironici il giorno dei fiori d'arancio. Ma questa volta l'avviso davanti alla chiesa aveva una ragione affettiva. Lo avevano preparato gli sposi stessi, Nicola Ricci, 38 anni, e Luisella Colombini, 36 anni. Sono stati loro a spiazzare gli amici. Un modo facile per informare invitati e amici che avevano deciso di sposarsi al Duomo. Un cambiamento improvviso, dettato da un'esigenza particolare, di salute. Il padre dello sposo, Biagio Ricci, è malato di Sla e nella chiesa, spesso chiusa, c'era troppo caldo. Una settimana fa la coppia è andata al Crocifisso per una verifica degli addobbi. «Ci siamo resi conto - dicono - che in chiesa c'era troppo caldo». «Mio padre - aggiunge Nicola - non poteva restare alla cerimonia in quella situazione. Così abbiamo deciso di cambiare chiesa, mio padre respira con un ventilatore, sarebbe stato pericoloso per lui restare a lungo al caldo. Lo abbiamo spiegato al parroco che ha acconsentito». E ieri il padre di Nicola, anche se ammalato da 8 anni e ormai paralizzato, è entrato in chiesa trasportato su una lettiga dai volontari della Misericordia e ha assistito alle nozze del figlio, biologo come la neomoglie. La coppia avrebbe gradito nozze riservate. Ma l'avviso davanti alla chiesa ha attirato la curiosità anche dei cronisti. Così alla fine Nicola e Luisella si sono lasciati fotografare anche per il nostro giornale. «È l'occasione - dicono mentre sono diretti alla villa comunale per le foto - per ringraziare la Misericordia di Pontedera che ci ha dato tutto il sostegno e l'aiuto di cui abbiamo avuto bisogno senza farci pagare il servizio». S. C.
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