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Pontedera

Santa Croce. Tre indagati, tra cui l’assessore Deidda. Il Comune potrebbe sospendere la raccolta dei rifiuti

Sotto sequestro l'isola ecologica

L’isola ecologica di Santa Croce messa sotto sequestro dai carabinieri del Noe in seguito all’esposto del centrodestra
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L’isola ecologica di Santa Croce messa sotto sequestro dai carabinieri del Noe in seguito all’esposto del centrodestra

Blitz dei carabinieri del Noe dopo l'esposto alla procura del centrodestra

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SANTA CROCE. L'isola ecologica di Santa Croce sull'Arno, in via Marco Polo, gestita da Comune e Geofor, è stata sequestrata dai carabinieri del Noe di Firenze per inosservanza della normativa ambientale. Lo stoccaggio dei rifiuti viene dunque considerato illecito. Secondo i carabinieri ci sono irregolarità nella gestione dell'area. Contestata anche la mancanza di adeguate autorizzazioni da richiedere per un'isola ecologica. Tre sono gli indagati, l'assessore all'ambiente Giulia Deidda e due dipendenti comunali dell'area "Urbanistica e ambiente", anche se i loro nomi non sono stati indicati formalmente. Il Comune da domani potrebbe decidere di interrompere la raccolta gratuita di materiali ingombranti e di rifiuti derivanti dalle potature. Raccolta che finora è stata effettuata da personale comunale, come conferma anche il sindaco, Osvaldo Ciaponi. Dello smaltimento invece si occupa la Geofor di Gello. Il conferimento di questi materiali è stato ritenuto illecito, tanto che i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Firenze, dopo un sopralluogo nell'area comunale dove si trovano due cassoni scarrabili adibiti alla raccolta di questi rifiuti, hanno fatto scattare il sequestro con la denuncia nei confronti dei responsabili dell'organizzazione del servizio stesso. Trovati anche materiali gettati sul terreno e che, secondo la normativa, dovrebbero essere smaltiti con altri sistemi.  Per l'amministrazione comunale di Santa Croce si tratta di una vecchia spina nel fianco. Nel luglio 2008, infatti, la giunta decise di realizzare un cantiere comunale con stazione ecologica annessa. Ma la gara andò deserta e il progetto originario è stato sostituito nel tempo con uno ritenuto di più facile gestione.  Così l'area in via Marco Polo è stata utilizzata per lo stoccaggio di rifiuti ingombranti e di materiali di sfalcio che il Comune ritira gratuitamente a domicilio su richiesta delle famiglie. I rifiuti vengono conferiti in maniera provvisoria negli "scarrabili" e successivamente vengono prelevati dalla Geofor che a sua volta li trasporta nell'impianto di smaltimento di Gello. «Tengo a precisare che non si tratta di una stazione ecologica - dice il sindaco Ciaponi - ma di un centro di raccolta provvisoria, un'isola ecologica in cui i materiali destinati allo smaltimento restano pochi giorni».  Al sindaco e all'amministrazione comunale è stato spiegato che il controllo dei carabinieri del Noe è scattato dopo un esposto.  «Lunedì (domani per chi legge, ndr) - spiega il sindaco - valuteremo se sospendere la raccolta a domicilio degli ingombranti e dei materiali di sfalcio». L'intervento del Noe ha sorpreso gli amministratori e probabilmente anche la struttura tecnica del Comune che era convinta di non incorrere in alcun reato ambientale.  Invece, l'opposizione è certa del contrario, tanto che poche settimane fa ha presentato un esposto alla procura descrivendo la situazione dell'area di via Marco Polo nella zona industriale. Per il centrodestra il Comune ha realizzato l'intervento in un'area che doveva essere a verde e che, in caso di trasformazione a isola ecologica, avrebbe dovuto avere una diversa destinazione urbanistica con una variante che non è mai stata adottata.  In seguito all'esposto, la procura di Pisa ha aperto un'indagine ed il Noe ha effettuato il sopralluogo che ha portato al sequestro.  «Il nostro legale - ha spiegato il sindaco Ciaponi - sta valutando se chiedere il dissequestro».

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