Il dolore
Piaggio, c'è la cassa integrazione
Manolo Morandini
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Alcuni addetti Piaggio a lavoro su una linea di assemblaggio dei motori Fermo per 130 addetti ai Motori dal 13 al 24 settembre
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PONTEDERA. Il vento della cassa integrazione soffia sulla Piaggio. C'è l'accordo tra azienda e sindacati per far fronte al calo di commesse nel reparto motori con la "cassa" per un massimo di 130 addetti dal 13 al 24 settembre. Luci e ombre perché nel contenmpo è confermato per gli stagionali, i part time verticali il mantenimento in fabbrica per tutto il mese. Le attese si concentrano sull'incontro tra azienda e sindacati in programma per la prossima settimana all'Unione industriali di Pisa. Sarà quella la sede in cui verrà messa a fuoco la strategia per affrontare l'autunno. Quattro settimane di ferie - anziché le canoniche tre - per tutti, con la sola eccezione delle linee di assemblaggio del nuovo Beverly, dello scooter a tre ruote Mp3, e della Vespa LX. I lavoratori impegnati su queste tre linee di veicoli hanno lavorato anche la prima settimana di agosto, per un totale - incluse le funzioni collegate, dalla verniciatura alla saldatura - di circa 600 dipendenti. I più preoccupati dello spettro"cassa" sono gli addetti alle Meccaniche: i volumi si sono ridotti a fronte di un mercato in flessione del 30%. Nello specifico il periodo di "cassa" interessa gli addetti alla linea dei motori 50 Cc destinati ad equipaggiare il Derby. La strategia industriale del Gruppo ha permesso di tenere botta. A fronte di unmercato che ha ceduto il 20% delel vendite rispetto al 2009 la flessione della Casa della Vespa è stata contenuta al 3%. Il primo semestre sono stati venduti l'8,5% in più di veicoli Piaggio rispetto allo stesso periodo del 2009, a fronte di un utile netto di 33,1 milioni, in crescita di oltre il 28%. L'incremento riguarda sia il business delle due ruote, con 232.800 mezzi venduti nel mondo (+2,6% rispetto ai primi sei mesi del 2009), che quello dei veicoli commerciali con 108.000 veicoli complessivamente venduti (+23,9% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno). In particolare, nelle due ruote le vendite in Europa hanno segnato un -3,1%, attestandosi a quota 200.200, mentre sui mercati asiatici l'incremento è stato del 301,9% in termini di volumi (29.500 unità).
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