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Marijuana al campetto A curare la piantagione c'erano padre e figlio

Marijuana al campetto A curare la piantagione c'erano padre e figlio

Alla Capannina di Lari la coltivazione dietro lo stadio tre gli arrestati dai carabinieri, tutti di Ponsacco

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 LARI. Nove piante di canapa indiana tra il verde del campo sportivo della Capannina di Lari. A stroncare la coltivazione i carabinieri di Lari, in collaborazione con la locale polizia municipale. Tre gli arrestati, tutti di Ponsacco: padre e figlio e un conoscente. Nell'operazione sono stati sequestrati anche due grammi di hashish.  Per venire a capo della coltivazione illecita gli uomini dell'arma hanno messo a punto uno specifico sistema di osservazione. Un meccanismo costruito per risalire a chi aveva scelto quel luogo per far crescere le proprie piante di marijuana. Adiacente al campo sportivo, assolato ma non troppo, con disponibilità di acqua e sufficientemente al riparo da occhi indiscreti.  A quanto pare, però, niente è mai ben occultato, specie in caso di droga. Specie se destinato ad alimentare la rete dello spaccio e del consumo. Infatti, gli uomini dell'arma prima hanno trovato la coltivazione, rigorosamente in vaso. Poi hanno acciuffato i coltivatori. Tra cui un volto noto.  Una passione più forte dei suoi guai con la giustizia. È quella di un pregiudicato 57enne di Ponsacco per la coltivazione della canapa indiana. L'uomo, disoccupato, non riesce a smettere e sembra aver trasmesso l'interesse anche al figlio 23enne, studente e incensurato. Coinvolto nell'impresa anche un compaesano 24enne, disoccupato e già noto alle forze dell'ordine.  Il 57enne si era già reso protagonista di due arresti per detenzione e coltivazione di sostanze stupefacenti. La prima volta nel luglio 2006 quando gli furono ritrovate 43 piante di marijuana e qualche giorno dopo circa 80 grammi della stessa sostanza in essiccazione e più di 1.100 semi. Qualche settimana dopo venne nuovamente arrestato perché trovato in possesso di altre 46 piante, alcune alte fino a due metri.  Gli arrestati sono stati associati alla casa circondariale di Pisa e dovranno rispondere del reato di coltivazione di sostanze stupefacenti. M.M.

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