Attenzione
Cerrini allattacco di Stefano Giannotti e Letizia Quaglierini, leader del centrodestra santacrocese
I conciatori alzano la voce
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Sergio Cerrini, vicepresidente dellAssoConciatori Sul "Tubone" sono troppe le chiacchiere e pochissima la concretezza
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SANTA CROCE. Puntini sulle "i", basta polemiche e mettiamoci a lavorare per far diventare realtà il cosiddetto "Tubone", l'accordo idrico di programma che metterà il comprensorio del Cuoio al centro di una rivoluzione ambientale ed economica. Questo il senso della presa di posizione di Sergio Cerrini, vice presidente dell'Associazione Conciatori, ma presidente ai tempi della firma dello stesso accordo di programma con le varie parti coinvolte nel progetto. Giannotti sott'accusa. Nel mirino finisce Stefano Giannotti, capogruppo de "Il centrodestra per Santa Croce". «Poiché sono il firmatario dell'accordo, quale presidente dell'Associazione Conciatori in quel periodo - afferma Cerrini riferendosi ad alcune affermazioni di Giannotti - devo configurarmi pienamente nella definizione del "chi rappresenta gli imprenditori" accusato di soffrire della "sindrome di Stoccolma", "di prostrarsi ossequioso alla volontà dei pubblici", a cui "manca la consapevolezza di rappresentare una forza economica importantissima". Devo rispondere a queste affermazioni del signor Giannotti, che dimostrano non solo il basso livello di cultura politica di chi le ha fatte, ma soprattutto la disinformazione sul merito sua o di chi gliele ha suggerite. Ancora peggio se nascessero dalla necessità di ossequiare o di assecondare i pruriti di qualche singolo imprenditore che vede le cose, sbagliando, solo dall'ottica della sua azienda e non l'interesse dell'intero settore». La storia dell'accordo. «Dimentica Giannotti - prosegue Cerrini - che la normativa che metteva fuori legge i nostri impianti, su input della Comunità Europa, risale ai tempi del precedente governo di centrodestra e che fu il ministro Altero Matteoli a inventare gli accordi di programma per consentire alle attività produttive come la nostra di poter continuare a lavorare sotto l'ombrello di un accordo che doveva però prevedere date certe per l'adeguamento. Il ministro, insieme con la Regione, è stato il nostro costante interlocutore. A lui sono state espresse con forza tutte le ragioni, che Giannotti oggi scopre e con lui abbiamo concordato che la spesa che riguardava i nostri impianti, 54 milioni di euro, sarebbe stata coperta da noi per 28 milioni e il resto a carico del Ministero dell'Ambiente. Quindi, secondo Giannotti e Quaglierini, succubi del ministro Matteoli, non avremmo fatto l'interesse degli imprenditori. Ma nel nostro essere supini siamo tornati nuovamente alla carica e nel gennaio 2006 siamo riusciti, proprio per la crisi che in quel momento il settore attraversava, a ridurre il nostro intervento a 14 milioni di euro, portando a 40 milioni quello del Ministero, con una modifica dell'accordo. Si tranquillizzi Giannotti, che vorrebbe far passare l'idea che, a lui, il settore preme più di quanto prema agli imprenditori. Queste rappresentanze hanno esercitato, ed esercitano, pressioni continue nelle forme più appropriate ed opportune, non certo con piazzate giornalistiche». Quaglierini e le tariffe. «Inoltre la signora Quaglierini (capogruppo del Pdl, ndr), moglie di un imprenditore conciario membro del consiglio dell'Associazione Conciatori - fa notare Cerrini - dovrebbe sapere che, contrariamente a quanto ha affermato, i costi della produzione per quanto riguarda la voce depurazione sono diminuiti, non aumentati in questo periodo di crisi. Forse la profondità del pensiero e la forte preoccupazione per gli "affari gestiti dai soliti oligarchici che vanno a braccetto con la sinistra", vista la sua lunga esperienza a braccetto con la sinistra, l'hanno fatta confondere. Quando poi si parla dei nuovi costi di investimento, che solo a parole qualcuno dice di voler eliminare a vantaggio dei conciatori, ma fa poco di concreto per contribuire alla loro eliminazione, sono già stati inclusi e calcolati all'interno della futura tariffa che non dovrà aumentare ma diminuire rispetto a quella attuale. Sono lodevoli gli sforzi di far assumere ad altri, Regione e Stato, gli oneri residui a carico dei conciatori. Certamente andremo poco lontani se questi sforzi restano solo chiacchiere sui giornali, tentativi infantili di accattivarsi il gradimento dei conciatori, ma i conciatori vogliono fatti, non ciance strumentali». Promesse mancate. «Ci aspettavamo, da parte di componenti politiche locali vicine al governo nazionale - conclude Cerrini - che ci si attivasse magari per accelerare i tempi ancora lenti del perfezionamento dell'accordo, dato che da più di due anni cerchiamo vanamente un incontro con il nuovo ministro dell'Ambiente. La signora Quaglierini, fra l'altro, in campagna elettorale, si era impegnata a far venire il ministro dell'Ambiente Prestigiacono a Santa Croce ed un impegno analogo lo aveva preso anche l'onorevole Parisi. Ma più passa il tempo e più gettiamo risorse in costi inutili, mantenendo lo stato attuale».
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