Il Tirreno

Pontedera

Anche i presidi sono costretti a sdoppiarsi

Paola Silvi
Cristina Cosci preside del Fermi e reggente del comprensivo Curtatone e Montanara
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Cristina Cosci preside del Fermi e reggente del comprensivo Curtatone e Montanara

Otto dirigenti della zona chiamati come reggenti in altri istituti

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 PONTEDERA. I presidi si sdoppiano e 16 scuole della provincia dovranno accontentarsi di una gestione part-time. A pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico, mentre gli insegnanti precari si stanno domandando quale sarà il loro futuro, mentre spariscono classi, diminuiscono le ore di lezione e si volatilizza il personale Ata, si è verificata una situazione che ha del paradossale. Se da una parte, per effetto della razionalizzazione gli istituti con meno alunni del previsto vengono accorpati, dall'altra mancano i presidi. Di fatto ci sono posti a tempo indeterminato che non possono essere ricoperti da subito. E abolita la figura di professori prestati al ruolo di dirigenti scolastici, in attesa di un nuovo concorso annunciato per autunno, l'unica soluzione è quella di conferire l'incarico a chi già lo ricopre in un'altra sede. Da Pontedera a Volterra, da Montopoli a Peccioli, dalle medie alle superiori, sono 8 i presidi nostrani che dovranno fare i doppi turni. Che oltre ad occuparsi dei propri ragazzi hanno accettato di assumere anche il compito di "reggenti". Vanno insomma, secondo la definizione in gergo tecnico di reggenza, in prestito ad un altra struttura. «Si ricorre alla reggenza - spiega Cristina Cosci preside del Fermi ma da quest'anno anche della Curtatone e Montanara - perchè il numero dei dirigenti è insufficiente. Questo succede per diversi motivi, dalle dimissioni ai pensionamenti alle richieste di trasferimento. In Toscana poi, come nel resto del paese, il turn-over non è a copertura integrale. Se un posto si libera non si corre ai ripari immediatamente ma passano almeno dodici mesi». E anche se gli incarichi sono stati distribuiti secondo criteri di efficacia, come la vicinanza tra le sedi o l'identica tipologia di indirizzi, i presidi si dividono fra impegni di lavoro più onerosi e gratificazioni personali. «La reggenza dell'istituto comprensivo Curtatone, che comprende la scuola dell'infanzia, le elementari e le medie - entra nel merito Cosci - mi permette di ampliare la mia professionalità e compiere la verticalità formativa. Inizio con soddisfazione e spirito di servizio, cercando di offrire le mie competenze in questa difficile fase di passaggio». Spirito di servizio che fa rima con versalità e disponiblità. «Si fa quel che si può», sintetizza Luciana Rocchi chiamata a guidare non solo il XXV Aprile di Pontedera ma anche il Carducci di Volterra. La sua agenda, come quella dei colleghi, prevede tre giorni in una scuola e tre giorni nell'altra. «Sarà indispensabile l'aiuto e l'appoggio dei collaboratori. Sono già stata preside a Volterra per due anni e mi sono trovata bene ma il problema stavolta saranno le distanze e le attività moltiplicate per due». Opinione condivisa da Renella Bandinelli alle prese con l'organizzazione del Montale pontederese e del Carducci di Pisa. «Sarà una stagione interessante. Un'occasione di confronto con realtà diverse ma al tempo stesso una lotta per non trascurare la qualità in nessun servizio». Vivono l'identica dicotomia anche Nadia Martini che si occuperà del Galilei di Pisa e dell'istituto di Vicopisano, Daniela Pampaloni su è giù da Fauglia a Calcinaia, Salvatore Caruso un po' al Cattaneo e un po' al Sacchetti di San Miniato, Daniela Di Vita al Galilei di Montopoli e al Buonarroti di Ponte a Egola e Stefano Bonechi tra Peccioli e Capannoli.

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