Attenzione
Muore a 37 anni dopo un ictus
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Gabriele Pieracci morto dopo un ictus a 37 anni Gabriele Pieracci non ce l'ha fatta. Ieri il decesso dopo giorni di coma
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SANTA CROCE. Non ce l'ha fatta Gabriele Pieracci, 37 anni, grafico di Staffoli, che circa due settimane fa era stato colpito da un ictus due giorni dopo il suo compleanno. Ieri pomeriggio l'uomo è morto all'ospedale Santa Chiara di Pisa. Le sue condizioni negli ultimi giorni erano ulteriormente peggiorate. Intorno alle 15 il cuore dello sfortunato grafico si è fermato. Per sempre. In pochi minuti è stata una catena di telefonate e messaggi per comunicare ad amici e parenti la tragica notizia. L'ictus gli aveva procurato una paralisi completa alla parte sinistra del corpo. Era stato ricoverato in coma farmacologico nel reparto di rianimazione e fin dall'inizio i medici si erano dimostrati pessimisti rispetto a un possibile recupero. In questi giorni moltissimi amici sono stati vicini ai familiari di Gabriele e c'è chi ha scelto Facebook per inviargli virtuali messaggi di amore, invitandolo a non smettere di lottare per la vita. Poche settimane prima di essere colpito dall'ictus Pieracci aveva accusato malori simili a quello che poi si è rivelato fatale. Ad aprile e a luglio era stato ricoverato all'ospedale di Empoli. La prima volta venne dimesso con una diagnosi di ischemia, come ha raccontato nella disperazione la sorella Antonella. Il secondo ricovero aveva evidenziato un problema circolatorio, nessuno però era riuscito a capire che la situazione era particolarmente grave da mettere a rischio la vita dell'uomo. Sul profilo che Gabriele ha aperto su Facebook in queste settimane sono arrivati decine di messaggi di sostegno. Dal semplice «Dai Gabri siamo tutti con te», a un «ti vogliamo bene». Messaggi che ora sono diventati di lutto. Gabriele era un apprezzato grafico. «Un tipo esuberante, un creativo oltre che un bravo disegnatore - lo ricorda un amico - si era fatto apprezzare anche nella serigrafia del pellame». L'ictus lo ha sorpreso mentre era in ferie. La salma è stata esposta all'obitorio del Santa Chiara a Pisa, vicino al reparto di rianimazione. Sono ore di disperazione per i familiari che in questi giorni avevano intuito la drammaticità della situazione e sapevano che restavano poche speranze. Ma accettare il momento del distacco non è mai facile, anche quando hai la consapevolezza che restare in vita, dopo un ictus, può significare la paralisi e una vita di privazioni. «Siamo disperati», sono le uniche parole della sorella Antonella che in questi giorni non ha mai smesso di sperare in un miracolo, così come gli altri familiari. «Un miracolo che non c'è stato». Il funerale potrebbe svolgersi oggi o domani, la famiglia non ha ancora deciso. Tante sono state le testimonianze di cordoglio e di affetto ricevute dalla famiglia in queste ore. Gabriele era riuscito a farsi apprezzare, soprattutto per la sua spontaneità.
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