Il Tirreno

Pontedera

La leucemia colpisce più che altrove

Manolo Morandini
Una veduta di Montopoli, tra le zone più colpite dal fenomeno
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Una veduta di Montopoli, tra le zone più colpite dal fenomeno

Morti inspiegabili, anteprima dell'indagine epidemiologica avviata nel 2008

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 MONTOPOLI. Una lunga scia di morte. L'allarme cresce. Il nemico è invisibile ma nei primi numeri forniti dall'Asl 11 sull'indagine epidemiologica sui decessi per leucemia affiorano le prime conferme. «Alcuni scostamenti statistici sono significativi», ammette l'azienda sanitaria. Tradotto: in zona il male colpisce più che altrove.  Il riferimento è il dato di mortalità che si registra in Toscana. Tra le donne nel periodo 2004-2008 sono stati 80 i decessi nell'Asl 11 contro i 56 che sarebbe ragionevole attendersi. Una media di 5 casi in più ogni anno rispetto alla mortalità regionale. Lutti che si concentrano nell'Empolese Valdelsa, 34 i casi, e nel Valdarno, con 30 decessi. Numeri che vengono alla luce sulla scia dell'appello dell'assessore all'Ambiente di Montopoli, Giuseppe Novino. E non è un caso.  In seguito alle prime segnalazioni, nel 2008, da parte dei medici di famiglia, di casi di mortalità per leucemia di soggetti giovani nel comune di Montopoli, l'Asl 11 ha avviato l'indagine, a cu collabora l'Arpat, la Fondazione G. Monasterio del Cnr di Pisa, l'Università di Pisa e l'Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica di Firenze.  I numeri sono pochi e parziali. A San Romano, nel giro degli ultimi due anni si sono pianti ben 5 lutti per la stessa malattia. In media ci sono due casi in più all'anno rispetto all'incidenza della mortalità su scala regionale. Che qualcosa non torna lo ammette anche l'Asl: «Nel Valdarno è soprattutto nei comuni di Montopoli e Fucecchio che sono emersi scostamenti più marcati, limitati al periodo più recente (2004-2008), mentre il comune di Santa Croce, anch'esso con tasso superiore alla media regionale, aveva registrato eccessi anche nel periodo 1989-1998». E ancora: «Nel quinquennio 2004-2008, a Montopoli, Santa Croce e Fucecchio si osservano eccessi anche per i maschi, seppure senza significatività statistica». Però l'Asl per i maschi non dà i numeri.  La ricerca è iniziata dalla raccolta dei dati di morte per leucemia dal 1989 al 2008 (l'ultimo dato disponibile). E a verifica in corso dall'azienda sanitaria si tende a non alimentare allarmismi: «È emerso che in generale nell'Asl 11 la mortalità per leucemia è simile alla media regionale». Vallo a dire a chi vive nella frazione montopolese di San Romano. Nel comune tra maschi e femmine nel periodo 2004-2008 sono stati 11 i lutti per leucemia, 6 casi in più rispetto alla soglia regionale: circa 1 caso in più all'anno.  Tuttavia far luce sulle cause dei decessi è tutt'altro che semplice. La mortalità non rispecchia del tutto l'andamento della malattia, in quanto, per la leucemia, vi sono diverse possibilità di cura più o meno efficaci, in base anche alle diverse varianti di questo tumore.  L'Asl è impegnata nel costruire un archivio di tutti gli ammalati andando a consultare tutte le schede di dimissione dall'ospedale (anche quelli ricoverati fuori Asl 11), i dati delle esenzioni ticket per questa malattia, quelli dei medici di famiglia, degli ambulatori, dell'anatomia patologica. In tal modo si potrà avere un quadro più completo dell'andamento della patologia e del verificarsi di essa nel comprensorio del Cuoio.  È in corso la ricostruzione della storia residenziale e occupazionale dei casi che permetterà di valutare possibili legami con rischi ambientali.

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