Attenzione
In teatro il rispetto delle diversità
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DIRETTORE. Armando Punzo Arte e censura, Righi nega qualsiasi volontà di controllare il festival di Punzo «Quella lettera solo per evitare gli incidenti di percorso dello scorso anno»
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VOLTERRA. Parla di un segnale di rispetto. Precisa che nella passata edizione di VolterraTeatro ci sono state alcune performance che hanno urtato la sensibilità. Ci tiene a sottolineare che l'animo di "quella lettera" inviata al direttore artistico Armando Punzo è quello di «essere certi che non si verificassero incidenti di percorso, nessuna volontà censoria». A scrivere è il consigliere con delega a cinema e teatro Maurizio Righi. Lo dice in occasione della manifestazione itinerante di dissenso "Per la libera espressione" che ha portato nel centro di Volterra tante persone di nero vestite, a voler rappresentare l'ipotetico dress code di un pubblico benpensante selezionato «a cui sembra faccia riferimento la lettera dell'assessore alla cultura Carloni e del consigliere Righi rivolta alla direzione artistica del Festival», spiegano dal gruppo Biiip che ha organizzato il raduno anti-censura. Da parte sua Righi respinge le accuse al mittente. «Le polemiche non fanno bene a nessuno - dice -. Tutto è forse nato da un equivoco, da un'interpretazione forzosa e distorta della lettera spedita da me e da Carloni il 10 febbraio al direttore del festival VolterraTeatro, Armando Punzo. Essa era volta semplicemente a chiedere che venisse mantenuto il rispetto nei confronti delle diversità e dei vari orientamenti culturali, compresi quelli religiosi di cui, nella scorsa edizione del festival, alcune performance hanno invece urtato la sensibilità. Se è vero che la Repubblica Italiana, con gli articoli 21 e 33, protegge le opere artistiche e, con l'art. 33, eleva l'arte a "materia privilegiata" sottratta anche al limite del buon costume, appare evidente che "al limite" non significa "oltre" ed essere gruppi teatrali alternativi non è in contrasto con il concetto di rispetto reciproco. A noi piace pensare che un serio direttore artistico abbia chiaro da tempo il suo programma e sia pertanto in grado di fornire dettagli puntuali relativamente a nomi e titoli, "per la programmazione" di un cartellone estivo unico delle attività a Volterra, evitando sovrapposizioni. Nessuna volontà censoria ha mosso il Comune». F.S.
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