Il Tirreno

Pontedera

Spandimento fanghi, rabbia e sconcerto dei fratelli Delogu: stiamo aspettando che il tribunale divida i terreni e li assegni

«I campi hanno 3 proprietari, noi non sapevamo niente»

«I campi hanno 3 proprietari, noi non sapevamo niente»

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 VOLTERRA. Terreni ancora indivisi, lotti che aspettano un'assegnazione e una famiglia che attende dal tribunale una risposta. Questa la fotografia dei campi volterrani coinvolti nella rovente questione dello spandimento fanghi (foto). Che ogni giorno si fa più complicata. Salta fuori, infatti, che l'azienda agricola Edy Moretti autorizzata alla ricezione del materiale, che figura nelle carte della Provincia, in realtà possiede solo un terzo degli ettari dove sarebbero dovute arrivare le tonnellate di materiale. «Questa signora ha dato nel 2009 consenso allo spandimento dei fanghi senza che né io, né mio fratello fossimo messi al corrente. Teniamo conto che noi possediamo i due terzi dei terreni», è indignato Nino Delogu, dipendente di banca in pensione.  Tutta l'operazione, con relative polemiche, l'ha appresa dal nostro giornale. Non ultima la notizia che la cognata Moretti avrebbe revocato il consenso allo spandimento.  «C'è stato un ravvedimento per il bene della convivenza - spiega l'avvocato Barbara Sani che assiste la signora -. Si tratta di un'operazione iperlegale ma si comprende la preoccupazione di chi vive in quei territori», dichiara il legale che segue l'azienda agricola.  Al legale, proprio l'altro ieri, è arrivato un fax del collega che segue i fratelli Delogu: «Abbiamo chiesto chiarimenti - continua - anche perché la signora Moretti con lo spandimento dei fanghi ha assunto un'iniziativa esclusivamente personale, guardandosi bene dall'avvertire gli altri proprietari».  L'altro fratello Delogu, Fiorentino, fa l'agronomo e lavora spesso all'estero. L'intera storia fa saltare i nervi.  «La retromarcia non è dovuta ad un'improvvisa sensibilità verso il territorio - aggiunge - bensì per quel che ci sta dietro. Comunque né io, né mio fratello avremmo mai permesso che i nostri terreni venissero utilizzati in questo modo barbaro».

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