Il Tirreno

Pontedera

Fanghi, dietrofront di Moretti

Un impianto di smaltimento dei fanghi di depurazione
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Un impianto di smaltimento dei fanghi di depurazione

Ritirata la disponibilità dei terreni, resta lo scontro tra Comune e Provincia

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VOLTERRA. Sui terreni dell'azienda agricola Edy Moretti i fanghi della depurazione non sono più graditi. «Ho revocato il consenso allo spandimento», dice l'imprenditrice. Undici gli impianti di Acque Industriali da cui doveva arrivare il materiale sul Colle. Un'operazione autorizzata, prevista dalla legge, che ha messo in allarme il sindaco Buselli e inquietato tanti volterrani. «C'è stato un ravvedimento per il bene della convivenza - spiega l'avvocato Barbara Sani che assiste la signora Moretti - Si tratta di un'operazione iperlegale ma si comprende la preoccupazione di chi vive in quei territori». Il venir meno della disponibilità è stato comunicato ad Acque Industriali via fax. «Non essendoci un contratto la revoca può avvenire in qualsiasi momento», dice Sani.  Eppure del "fango" in giro c'è. È quello che si scagliano contro il sindaco di Volterra Marco Buselli e l'assessore provinciale all'Ambiente Valter Picchi. Nel frattempo in Comune si corre ai ripari approvando un regolamento specifico sull'uso dei fanghi nel proprio territorio, per evitare altri casi.  «È stato fermato in extremis il progetto di riempire le nostre colline di fanghi, provenienti da 11 depuratori della Toscana - afferma Buselli - Non certo grazie alla Provincia. La società Acque Industriali ha, invece, di fatto finalmente comunicato la sospensione di inizio attività riguardo allo spandimento dei fanghi sul nostro territorio». Che aggiunge: «Una prima battaglia vinta che ci fa ben sperare nel fallimento definitivo del progetto. Ho avuto contatti riservati con i legali e con la proprietà dei terreni, mentre dalla Provincia nessuna risposta». Anzi, il sindaco rintuzza le accuse. «La comunicazione è intercorsa solo tra tecnici. A fronte di un progetto folle, con migliaia di tonnellate di fanghi reflui da depurazione convergenti solo su Volterra, nessun amministratore della Provincia ci ha mai contattato, formalmente o informalmente. Un'operazione su così vasta scala non può essere considerato un semplice atto burocratico». E conclude:«In questo specifico caso sono state violate alcune prescrizioni, in particolare l'obbligo di notifica nei tempi consentiti».  Picchi replica: «Reazioni scomposte da parte del sindaco Buselli». E aggiunge: «La materia è regolata da una legge nazionale che ammette questo tipo di progetto e obbliga la Provincia a rilasciare le autorizzazioni qualora risponda ai requisiti previsti. E in questo senso la Provincia non può opporsi. E neppure può farlo il Comune interessato, a meno che non si sia dotato di un regolamento tale da introdurre specifici restrizioni, vincoli o divieti». Proprio quel regolamento a cui in tutta fretta si sta lavorando nelel stanze del Comune di Volterra.  «Rispetto a questa possibilità d'intervento il Comune di Volterra si è trovato ad agire "in extremis", come lo stesso sindaco afferma, soltanto per un proprio ritardo operativo, perché di tempo, per muoversi in anticipo, ce n'era in abbondanza - sottolinea l'assessore Picchi - Il progetto di cui si parla nello specifico è, infatti, stato reso noto al Comune nel novembre scorso; e la Provincia lo ha fatto secondo le procedure più garantite e ufficiali, seguendo cioè la via formale: quella che il sindaco Buselli chiama «comunicazione intercorsa solo fra tecnici» è in realtà la strada più corretta, certificata e legalmente valida».  L'assessore provinciale all'Ambiente non ci sta a essere tirato per la giacca. «Irrituale, oltre che priva di valore giuridico, sarebbe stata qualsiasi altra opzione di comunicazione informale, oggi invocata dal sindaco - conclude Valter Picchi - Anche perché su simili decisioni non sono chiamati in causa gli organi politici, con apposite delibere».

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