Il Tirreno

Pontedera

I tetti in eternit nel dimenticatoio

S.C.
Il Comune di Cascina
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Il Comune di Cascina

Consigliere lancia l'allarme: a Cascina ce ne sono 2.500 e tutti condonati

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 CASCINA. L'eternit sui tetti è un problema per molte famiglie. Pensare alla bonifica spesso non è possibile visti gli alti costi di smaltimento dell'eternit stesso. Gli enti locali per ora stanno a guardare e non hanno messo in campo risorse o progetti per aiutare i privati ad eliminare le coperture in amianto che, se deteriorate, possono essere un problema per la salute. Non è così in tutte le realtà, lo è però per la Provincia di Pisa, rimasta indietro anche in questo settore. Mancanza di risorse? Una lacuna culturale?  «Sul territorio del nostro comune esistono circa 2.500 strutture condonate fatiscenti con coperture in eternit», fa notare il consigliere comunale Sergio Gobbi, membro del coordinamento provinciale del Pdl di Pisa. Si tratta di strutture datate, risalenti ad oltre trent'anni fa. «Chi dice che non rappresentino un rischio?», chiede Gobbi.  «A mio giudizio l'amministrazione comunale, che è garante dell'incolumità dei propri cittadini, ha il dovere di intervenire in maniera fattiva per sanare questo rischio presente sul territorio. La proposta del nostro gruppo consiliare è semplice e di facile attuazione se esiste la volontà politica di risolvere il problema: legare la bonifica ad agevolazioni non onerose per il Comune, quali ad esempio l'abbattimento dell'Ici (dove dovuta) e la riduzione del contributo sugli oneri in fase di ristrutturazione». Insomma, secondo il consigliere dell'opposizione, andrebbe studiato un meccanismo che rappresenti un incentivo a togliere questi materiali. «Sappiamo bene che sanare completamente a spese dell'amministrazione o del singolo cittadino queste situazioni di rischio risulta troppo oneroso - continua Gobbi - proprio per questo le nostre proposte mirano a creare una vera ed effettiva sinergia tra pubblico e privato al fine di ottenere un risultato tangibile».  Tanti dubbi sulle varie situazioni presenti sul territorio. «Il Comune ha il dovere di verificare le situazioni di rischio presenti sul territorio e se questo non avviene siamo di fronte ad una grave mancanza dell'organo amministrativo pubblico».  La proposta. Gobbi suggerisce di pensare ad «un maggiore controllo da parte dell'amministrazione pubblica e quindi una mappatura del margine di rischio di queste strutture». Se ci fossero agevolazioni, secondo il consigliere dell'opposizione, per il privato sarebbe più facile affrontare il problema e bonificare i tetti coperti da amianto. Un'eredità del passato, quando non si era ancora diffusa una vera e propria cultura sui rischi dell'amianto.

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