Il Tirreno

Pontedera

PalaParenti, il nodo è la gestione

Giacomo Pelfer
Il sindaco Ciaponi; a destra il raduno al PalaParenti
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Il sindaco Ciaponi; a destra il raduno al PalaParenti

Trattativa tra Comune, Lupi e Csc dopo le polemiche per il raduno senegalese

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 SANTA CROCE. La vicenda del PalaParenti infiamma il consiglio comunale di lunedì sera. Nervi tesi, accuse reciproche, in un'assemblea estenuante che si protrae fino a notte fonda. «Una polemica campata in aria, cavalcata dalla solita opposizione che si rifiuta di informarsi su come stanno le cose», esordisce il sindaco Osvaldo Ciaponi replicando a un'interpellanza dell'opposizione.  Presunte irregolarità, infatti, secondo i gruppi capeggiati da Stefano Giannotti e Letizia Quaglierini, nella concessione del Palasport alla comunità senegalese lo scorso 9 luglio. Il dibattito permette di chiarire alcuni dettagli della situazione che ha fatto da contorno alla polemica, con le incertezze sulla futura gestione dell'impianto, agli albori di una trattativa che vedrà impegnata l'amministrazione e le società Lupi e Pallavolo Csc.  «Non è l'amministrazione a gestire in prima persona il palazzetto - spiega il sindaco -, ma la Pallavolo Csc tramite la società Palasport Service, alla quale non abbiamo niente da eccepire».  Il contratto di gestione, in scadenza lo scorso 31 luglio 2009, era stato tacitamente rinnovato per altri due anni. «Negli ultimi mesi, tuttavia - prosegue Ciaponi -, la Csc ha manifestato e documentato la propria difficoltà nel continuare a sostenere gli oneri di gestione». Da qui la decisione, il 13 maggio scorso, di rescindere la convenzione. Una rottura che sarà effettiva dal prossimo 13 agosto (tre mesi dopo la comunicazione).  Il palazzetto tornerà nelle mani del Comune, che dovrà individuare una nuova forma di gestione in grado di accontentare tutte le parti in causa, permettendo ai Lupi quanto alla Pallavolo Csc di continuare a giocare sul parquet del PalaParenti. «Abbiamo già avuto diversi incontri con la Csc - dice Ciaponi - e questa settimana ci incontreremo anche con i Lupi. L'obiettivo è trovare una forma meno onerosa che permetta alle due società di continuare a giocare a Santa Croce». Proprio l'apertura della trattativa, secondo la giunta, sarebbe all'origine delle parole con le quali Leonardo Ciardi, vicepresidente dei Lupi, ha condannato la concessione del Palasport per la manifestazione religiosa.  In quell'occasione, secondo Letizia Quaglierini, l'amministrazione non si sarebbe fatta carico di verificare la presenza delle autorizzazioni. «Non c'era un piano di sicurezza ne una valutazione d'impatto acustico - ha rincarato Stefano Giannotti -, come non c'erano protezioni per il parquet. Non sappiamo, inoltre, se la vendita di prodotti era stata autorizzata e se la cucina allestita all'esterno rispettasse le norme igienico-sanitarie».  Nessuna irregolarità secondo la giunta: «Non si trattava di un pubblico spettacolo - conclude Ciaponi -, ma di una manifestazione religiosa, e come tale non è richiesta l'autorizzazione».

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