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Pontedera

«Il Tubone è un progetto superato dalla crisi»

L’impianto Aquarno è parte del progetto Tubone
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L’impianto Aquarno è parte del progetto Tubone

Accordo da rivedere per Comunisti di San Miniato, troppi i rischi per l'ambiente

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 SAN MINIATO. Sono mesi decisivi per il futuro della depurazione. Il progetto "Tubone", rilanciato con forza da una crisi economica che ha fatto lievitare i costi ambientali, sembra sul punto di partire, seguendo la tabella di marcia tracciata dall'accordo di programma. Un progetto di proporzioni enormi, che continua a suscitare dubbi e perplessità. I Comunisti Uniti di San Miniato hanno deciso di portare l'argomento nel consiglio comunale di oggi, presentando un'interrogazione. L'obiettivo è rilanciare la discussione, chiedendo più partecipazione dei cittadini nei confronti di un progetto che muoverà oltre 150 milioni di euro, e che sarà determinante per il Valdarno Inferiore.  Nell'interpellanza si chiedono soprattutto chiarimenti su eventuali «sistemi di controllo per le società private che, utilizzando denaro pubblico, saranno chiamate a realizzare il progetto». Il riferimento è alla Valdaque Spa, creata nei mesi scorsi dall'Associazione e dal Consorzio conciatori di Santa Croce e Ponte a Egola, per attuare l'accordo di programma investendo 54 milioni di euro, di cui 40 di provenienza pubblica.  Rimangono poi i dubbi sugli effetti ambientali dell'opera; s'interpella quindi la giunta sulla possibilità di richiedere un Piano di valutazione ambientale strategico. Il progetto prevede, infatti, di convogliare verso i tre depuratori del Valdarno gli scarichi civili della Valdera, della Valdinievole e della Valdelsa, permettendo così di abbattere i componenti inquinanti delle concerie, limitare il prelievo dalle falde e depurare gli scarichi di zone sprovviste di depuratori all'avanguardia. «Rispetto al progetto iniziale - dice il consigliere Fabio Corsi -, è stata prevista la realizzazione di un depuratore a Ponte Buggianese per salvaguardare il Padule di Fucecchio. Ma a questo punto è lecito chiedersi quali conseguenze avrà il progetto sugli equilibri ambientali e idrogeologici in Valdera, Valdelsa e Valdinievole». Si chiede alla giunta se intenda ridiscutere l'accordo di programma, che secondo Corsi «alla luce del ridimensionamento produttivo del settore conciario e dei rischi ambientali connessi, appare superato». G.P.

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