Il Tirreno

Pontedera

Il presidente Colaninno: «L’arrivo degli scooter potrà decongestionare il traffico nelle metropoli»

Piaggio si prepara per l'Asia

Manolo Morandini
Il presidente e Ad di Piaggio Roberto Colaninno con un modello di MP3
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Il presidente e Ad di Piaggio Roberto Colaninno con un modello di MP3

In Cina sarà in vendita da agosto l'MP3, poi toccherà alla Vespa

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 PONTEDERA. Nella quiete d'agosto Piaggio avanza ad oriente. Saranno tutti in ferie nello stabilimento di Pontedera mentre l'MP3 proverà a scalare la "Muraglia Cinese". Un test di gradimento sul più grande mercato mondiale di scooter, con le prime consegne ai rivenditori di Pechino, Shanghai e di altre metropoli. Poi la possibile rivoluzione, entro tre anni, con l'avvio della produzione in loco.  Ad annunciarlo è il presidente e amministratore delegato di Piaggio Roberto Colaninno in un'intervista al Wall Stret Journal, sottolineando come la domanda di scooter in Asia aiuterà il gruppo di Pontedera a compensare il rallentamento del mercato europeo.  I dati dei primi cinque mesi del 2010 parlano chiaro. Piaggio ha registrato ricavi per 444 milioni di euro in Europa, con un calo del 4,9%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a cui si contrappone un incremento del 74% dei ricavi sui mercati asiatici, che si sono attestati a quota 200 milioni di euro.  Se il mercato cinese risponderà bene all'MP3 subito dopo sarà la volta dello sbarco della Vespa. Un'altro dei tasselli che sono parte del piano di rafforzamento di Piaggio sul principale mercato mondiale. Una torta che in termini di unità vendute, a prescindere dal marchio, rappresenta il 40% a livello mondiale ma che in termini di valore si riduce al 15%. Tuttavia, della Vespa sono ancora da definire i tempi di consegna e il prezzo di vendita.  Attualmente la casa della Vespa produce in Cina in una joint venture con il locale gruppo Zhongshen nell'impianto di Foshan, nel sud industrializzato del Paese. Lo sbarco delle produzioni di Mp3 e Vespa in loco, con soluzioni adattate a quel mercato, consentirebbe di tarare il prezzo al portafoglio a mandorla. A confermarlo dalle colonne del Wall Street Journal è l'analista di Unicredit Alessandro Falcioni che a proposito della Vespa dice: «È un prodotto di grande qualità rispetto agli standard asiatici». A fare la differenza, infatti, sono i modelli ben più spartani, con carrozzeria in plastica e costi di produzione più bassi dei concorrenti locali. Nell'altro gigante asiatico, l'India, la produzione sul posto partirà nel 2012. Sarà una "Vespa Indiana": alla produzione costerà circa la metà della sorella made in Italy.  A sostenere le ambizioni di Colaninno è l'evoluzione del mercato dell'auto in Cina. «L'incremento del traffico delle auto può favorire le vendite di scooter che al contrario di queste possono essere facilmente parcheggiati in spazi ristretti, limitando i crescenti problemi di congestionamento e di smog che stanno attanagliando le strade asiatiche», dice l'Ad di Piaggio.

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