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Acqua calda sanitaria interrotta: gli abitanti di Montecastelli replicano al sindaco
«Il Comune riduce i costi ma costringe i cittadini a bollette maggiorate: non è giusto»
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MONTECASTELLI. Il Comune riduce i costi, ma i cittadini pagano di più. La denuncia arriva direttamente dai cittadini di Montecastelli che si sono visti interrompere dal Comune di Castelnuovo l'erogazione dell'acqua calda sanitaria. «Noi dovremo pagare molto di più per ottenere l'acqua calda utilizzando scaldabagni o sistemi equivalenti alimentati con energia elettrica. La scelta fatta dall'amministrazione è quindi poco sostenibile per i singoli abitanti che si vedranno lievitare le bollette dell'energia elettrica di una cifra assai maggiore rispetto a quanto risparmiato sul servizio tolto», fanno presente. «Molti di noi avrebbero preferito non vedersi ridotta la tariffa del 10% ma piuttosto continuare ad usufruire del servizio di acqua calda sanitaria anche nel periodo estivo. In un periodo nel quale la Comunità Europea e tutti gli organi scientifici del mondo si stanno operando per sostenere progetti per l'utilizzo sempre più massivo delle energie rinnovabili ed alternative, la nostra amministrazione si muove completamente in direzione contraria. Sarebbe più logico e proficuo cercare di adeguare gli impianti là dove il servizio di acqua sanitaria non è in questo momento realizzabile. Vogliamo che i proventi della legge geotermica ricadano su tutti i cittadini con il mantenimento del teleriscaldamento e dei servizi correlati e non con la loro soppressione». Proteste anche sulla gestione della questione: «Non è stata fatta alcuna riunione con gli abitanti di Montecastelli per capire quali sarebbero stati i disagi per gli utenti, non è stata data alcuna comunicazione in merito alla soppressione. L'amministrazione ha semplicemente agito senza preoccuparsi delle conseguenze».
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