Il Tirreno

Pontedera

Se il corpo fa da resistenza gli effetti sono comunque gravi

Gian Ugo Berti
I momenti successivi all’accaduto
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I momenti successivi all’accaduto

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Anche una catenina al collo, così come un albero sotto cui ripararsi possono fungere da pericoloso parafulmine. Gli effetti sono comprensibilmente di grossa portata sul piano fisico ma, pur nell'ambito della sfortuna, si possono avere circostanze fortuite meno gravi.  Tutto dipende in sostanza da quali vie segue la scarica elettrica, di per sé elevatissima. In pratica, se viene coinvolto il meccanismo elettrico del cuore l'evento è fatale, in quanto l'organo va incontro a una alterazione del ritmo, la fibrillazione ventricolare (aumento rapido e massiccio delle contrazioni nella parte inferiore) e la morte risulta praticamente istantanea.  Discorso diverso, comunque grave, se la via è differente.

Il corpo in sé fa da resistenza e coinvolto è soprattutto l'apparato muscolare, mentre l'organismo stesso subisce un marcato rialzo improvviso della temperatura (oltre 40 gradi).  In sintesi, i muscoli vanno incontro a un rapido processo di distruzione, con immissione nella circolazione sanguigna di proteine, così da intasare il filtro renale. Il decorso clinico dipende quindi dal grado di insufficienza di questo importante organo con tuttociò che questo può comportare. Dall'altro, c'è l'aspetto della temperatura corporea in grado, elevandosi troppo e in ridotto spazio di tempo, di dare luogo a un drammatico choc termico.

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