Sicurezza
«Le cose belle finiscono»
Andreas Quirici
«Le cose belle devono avere un inizio e una fine. E' per questo che l'edizione di quest'anno del Teatro del Silenzio sarà l'ultima».
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LAJATICO. «Le cose belle devono avere un inizio e una fine. E' per questo che l'edizione di quest'anno del Teatro del Silenzio sarà l'ultima».
Il pensiero di Andrea Bocelli sull'evento che ha portato alla ribalta mondiale la sua Lajatico è chiaro e limpido e il tenore lo ha espresso nella conferenza stampa che ha preceduto lo spettacolo di ieri sera. Uno show che, come nelle prime quattro edizioni ha avuto un grande successo, con oltre 10mila persone sedute in uno degli scorci più suggestivi dell'Alta Valdera per le esibizioni dello stesso Bocelli, di Carreras e di Zucchero. «Il Teatro del Silenzio - ha proseguito il tenore - era nato per durare cinque edizioni e vogliamo mantenere questo principio.
Continuare vorrebbe dire anche dover mantenere un livello qualitativo che difficilmente si riesce a proporre ogni volta. Vogliamo che sia un bel ricordo per chi ha assistito a queste cinque edizioni». Un luogo magico, secondo Bocelli, che «sarà restituito alla campagna». E proprio la magia di questo teatro estemporaneo ha, secondo il cantante, dato maggiore interesse a un evento già di per sé particolare. «So che questa manifestazione - ha spiegato - offre una suggestione particolare. Esce dagli schemi classici del canto, ma rappresenta anche il segno dei tempi. Oggi fare musica non è solo farla in teatri cosiddetti normali, ma dove si ottiene una magia speciale.
Ed è questo che ha rapito la gente». Qualcuno fa notare a Bocelli che ha creato un indotto per la sua terra, con molti stranieri che soggiornano qui nei giorni dello spettacolo: «Non volevo fare solo questo, ma offrire ai miei compaesani l'occasione di venire a contatto con culture e lingue diverse. Solo così si ottiene la collaborazione nel mondo di cui c'è così tanto bisogno». La presenza di Josè Carreras sul palco e quella dell'anno scorso di Placido Domingo offre la possibilità di chiedere a Bocelli se vorrebbe rifare lo storico trio "I tre tenori", sostituendo di fatto il compianto Luciano Pavarotti.
«No - è la risposta del cantante - credo che quello sia un capitolo splendido della musica lirica che deve rimanere così». Ultima parte dedicata ai ricordi. Quali quelli più significativi del Teatro del Silenzio? «La statua donatami da Gina Lollobrigida, il duetto con Placido Domingo e quello con Carreras».
Il pensiero di Andrea Bocelli sull'evento che ha portato alla ribalta mondiale la sua Lajatico è chiaro e limpido e il tenore lo ha espresso nella conferenza stampa che ha preceduto lo spettacolo di ieri sera. Uno show che, come nelle prime quattro edizioni ha avuto un grande successo, con oltre 10mila persone sedute in uno degli scorci più suggestivi dell'Alta Valdera per le esibizioni dello stesso Bocelli, di Carreras e di Zucchero. «Il Teatro del Silenzio - ha proseguito il tenore - era nato per durare cinque edizioni e vogliamo mantenere questo principio.
Continuare vorrebbe dire anche dover mantenere un livello qualitativo che difficilmente si riesce a proporre ogni volta. Vogliamo che sia un bel ricordo per chi ha assistito a queste cinque edizioni». Un luogo magico, secondo Bocelli, che «sarà restituito alla campagna». E proprio la magia di questo teatro estemporaneo ha, secondo il cantante, dato maggiore interesse a un evento già di per sé particolare. «So che questa manifestazione - ha spiegato - offre una suggestione particolare. Esce dagli schemi classici del canto, ma rappresenta anche il segno dei tempi. Oggi fare musica non è solo farla in teatri cosiddetti normali, ma dove si ottiene una magia speciale.
Ed è questo che ha rapito la gente». Qualcuno fa notare a Bocelli che ha creato un indotto per la sua terra, con molti stranieri che soggiornano qui nei giorni dello spettacolo: «Non volevo fare solo questo, ma offrire ai miei compaesani l'occasione di venire a contatto con culture e lingue diverse. Solo così si ottiene la collaborazione nel mondo di cui c'è così tanto bisogno». La presenza di Josè Carreras sul palco e quella dell'anno scorso di Placido Domingo offre la possibilità di chiedere a Bocelli se vorrebbe rifare lo storico trio "I tre tenori", sostituendo di fatto il compianto Luciano Pavarotti.
«No - è la risposta del cantante - credo che quello sia un capitolo splendido della musica lirica che deve rimanere così». Ultima parte dedicata ai ricordi. Quali quelli più significativi del Teatro del Silenzio? «La statua donatami da Gina Lollobrigida, il duetto con Placido Domingo e quello con Carreras».
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