Il Tirreno

Pontedera

Sostituiti i due medici-periti

Una sala operatoria durante un intervento chirurgico
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Una sala operatoria durante un intervento chirurgico

Svolta nel caso dell'uomo rimasto menomato dopo un'operazione

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 PONTEDERA. Stanco di aspettare il risultato di un accertamento tecnico-preventivo che, dopo due anni, non è stato depositato e neppure è stato portato a termine, un cittadino di 65 anni di Calcinaia che, circa due anni fa, in seguito ad un intervento chirurgico non perfettamente riuscito (effettuato al Lotti) ha subìto un'alterazione dei genitali, si è rivolto al giornale per denunciare le lentezze della giustizia oltre che il presunto errore medico. In seguito a questo, il presidente del tribunale di Pisa, dottor Salvatore Laganà, spiega per quale ragione sono trascorsi numerosi mesi senza che i consulenti tecnici nominati dal giudice del tribunale abbiano depositato le perizie.  «L'istanza è stata presentata dal cittadino - dice il presidente del tribunale che all'epoca non era ancora in servizio a Pisa - nell'ottobre 2008. Sono stati nominati due consulenti, si tratta di due professionisti di Siena».  Lo scorso gennaio l'avvocato che rappresenta il 65enne di Calcinaia si è rivolto al presidente del tribunale chiedendo per quale motivo non era ancora disponibile l'accertamento tecnico-preventivo. I due medici sono stati diffidati e invitati a consegnare la loro perizia al più presto, altrimenti sarebbero stati sostituiti. Uno dei due professionisti ha avuto problemi di salute, l'altro invece non è chiaro per quale ragione non abbia portato a termine l'incarico. In ogni modo «il 19 luglio scorso - dice il presidente del tribunale - ho provveduto alla loro sostituzione». Perché sia affidato il nuovo incarico bisognerà attendere il 16 settembre, quando riprenderanno le udienze.  Quando il 65enne si è deciso a chiedere i danni all'Asl 5 di Pisa, ha anche presentato un esposto-denuncia alla procura di Pisa e in questi giorni si sarebbero concluse le indagini.  Tutto nasce da una banale infiammazione. Giovanni L., nell'aprile 2005, a causa di un processo infiammatorio ai genitali, su consiglio del proprio medico, si fece visitare da uno specialista in urologia dell'ospedale Lotti di Pontedera. Gli venne diagnosticata una fimosi e gli venne consigliato di effettuare un intervento chirurgico di circoncisione, prospettato come banale e della durata di pochi minuti. Il paziente decise di operarsi al Lotti, il 29 maggio 2008. Da qui l'inizio di un calvario. Già la sera stessa dell'intervento Giovanni L. si accorse che la parte operata sanguinava in maniera abbondante. Subito ebbe dolori e gonfiore ai testicoli. Si rivolse al suo medico che non potè fare altro che rendersi conto che l'uomo aveva un'ampia zona tumefatta con edemi fino alla coscia oltre che ai genitali. Nonostante la cura antibiotica, dopo una settimana il 65enne continuava a stare male. A quel punto si rivolse all'ospedale Santa Chiara di Pisa.  I medici del Lotti respingono le accuse e sostengono che l'intervento era riuscito e che i problemi sono nati successivamente. L'esito dell'inchiesta penale ancora non è noto. Nel frattempo la compagnia assicurativa dell'ospedale non si è fatta avanti. E ora il caso è diventato pubblico. S.C.

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