La protesta
Matrimonio con Piaggio: dalle borse della spesa nasceranno parafanghi
Manolo Morandini
Revet pronta a dare nuova vita ai rifiuti della raccolta Caramassi: «Primi in Europa a usare plastiche eterogenee»
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Oggi borse della spesa, domani parafanghi o sottosella per scooter. Il tutto a partire dalla stessa qualità di plastica per mezzo del processo chimico messo a punto nei laboratori di Pontedera dall'Università di Pisa, Pontech e Pont-Lab.
Capofila del futuro a due ruote di ex-borsine e altri scarti sono Revet e Piaggio, che hanno trovato l'intesa sulla qualità e quantità dei materiali. La partnership industriale ha il cuore in Valdera ma è destinata a segnare una svolta «su scala europea», dice il presidente di Revet Valerio Caramassi.
Che aggiunge: «Le plastiche eterogenee in Europa di solito vengono destinate al recupero energetico: qui invece diventeranno prodotti». A chiarire i confini di uno dei risultati più attesi e qualificanti del piano industriale da 11 milioni di euro a cui si affidano le sorti del rilancio di Revet è il presidente Caramassi. «La quantità di materiale destinata ai prodotti Piaggio è relativamente poca ma la catena del valore è di grandezza assoluta anche in termini di cifra di marketing. Se riusciamo a sfonfondare l'avvio della produzione in serie a partire dalle plastiche eterogenee saremo i primi in Europa».
In pratica, Revet fornirà la materia prima e il prodotto finito. Ma sarà un partner industriale a farsi carico del processo di stampaggio. I nuovi manufatti che saranno prodotti, a partire dalle 15mila tonnellate di plastiche eterogenee raccolte ogni anno in Toscana, oltre ai componenti per Piaggio sono arredamenti per esterni, pannelli fonoassorbenti, profilati cavi per prefabbricati e pallet. «Cerchiamo di far conoscere prodotti che andiamo a mettere sul mercato: finché produciamo solo per il settore pubblico comunichiamo il senso di una cosa ecosostenibile ma zoppicante dal punto di vista dell'efficienza economica, quando invece non è così». È questa la cifra dell'intesa con Piaggio. Altri componeti per automotive, altri potrebbero arrivare in futuro.
«A settembre inizierà a marciare il primo dei due nuovi impianti previsti nel piano industriale, quello per la produzione di profilati piani - spiega Caramassi - Invece, per quello capace di realizzare profilati cavi ci sarà da attendere almeno un anno».
Capofila del futuro a due ruote di ex-borsine e altri scarti sono Revet e Piaggio, che hanno trovato l'intesa sulla qualità e quantità dei materiali. La partnership industriale ha il cuore in Valdera ma è destinata a segnare una svolta «su scala europea», dice il presidente di Revet Valerio Caramassi.
Che aggiunge: «Le plastiche eterogenee in Europa di solito vengono destinate al recupero energetico: qui invece diventeranno prodotti». A chiarire i confini di uno dei risultati più attesi e qualificanti del piano industriale da 11 milioni di euro a cui si affidano le sorti del rilancio di Revet è il presidente Caramassi. «La quantità di materiale destinata ai prodotti Piaggio è relativamente poca ma la catena del valore è di grandezza assoluta anche in termini di cifra di marketing. Se riusciamo a sfonfondare l'avvio della produzione in serie a partire dalle plastiche eterogenee saremo i primi in Europa».
In pratica, Revet fornirà la materia prima e il prodotto finito. Ma sarà un partner industriale a farsi carico del processo di stampaggio. I nuovi manufatti che saranno prodotti, a partire dalle 15mila tonnellate di plastiche eterogenee raccolte ogni anno in Toscana, oltre ai componenti per Piaggio sono arredamenti per esterni, pannelli fonoassorbenti, profilati cavi per prefabbricati e pallet. «Cerchiamo di far conoscere prodotti che andiamo a mettere sul mercato: finché produciamo solo per il settore pubblico comunichiamo il senso di una cosa ecosostenibile ma zoppicante dal punto di vista dell'efficienza economica, quando invece non è così». È questa la cifra dell'intesa con Piaggio. Altri componeti per automotive, altri potrebbero arrivare in futuro.
«A settembre inizierà a marciare il primo dei due nuovi impianti previsti nel piano industriale, quello per la produzione di profilati piani - spiega Caramassi - Invece, per quello capace di realizzare profilati cavi ci sarà da attendere almeno un anno».
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