Il Tirreno

Pontedera

Non ci sono i soldi nemmeno per comprare la segnaletica stradale e i banchi per scuola

Acquisti bloccati in Comune

Il primo cittadino di Lari e presidente dell’Unione Valdera Ivan Mencacci
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Il primo cittadino di Lari e presidente dell’Unione Valdera Ivan Mencacci

«Siamo al collasso»: nuovo allarme dell'Unione Valdera

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 LARI. Comuni senza più soldi. Non ce ne sono nemmeno per acquistare la segnaletica stradale o i banchi per le scuole.  A lanciare l'allarme è nuovamente il sindaco del Comune di Lari, il quale è anche presidente dell'Unione Valdera. La sua presa di posizione segue quella sulla crisi socio-economica del presidente della Cna Valdera Marco Rossi.  «Anche gli artigiani oggi si sono accorti - afferma Mencacci - di quello che purtroppo i Comuni hanno denunciato quasi un anno fa. Anche se adottassimo la delibera per fare bandi diretti per i lavori "sotto soglia", non potremo risolvere alcunché, perché il problema fondamentale è che i Comuni non possono spendere, anche se hanno i soldi in cassa. Già molti mesi fa, con una conferenza stampa, i Comuni della Valdera avevamo denunciato che la legge finanziaria del governo Berlusconi avrebbe bloccato investimenti per 20 milioni di euro nella sola Valdera. Già da allora i Comuni chiesero a tutte le categorie economiche e sociali di sostenerli nella loro battaglia contro le manovre finanziarie del governo, ma a parte qualche segnale di solidarietà i Comuni fino ad oggi sono stati lasciati soli. Già da allora abbiano istituito un tavolo con le categorie economiche e sociali per osservare l'andamento della crisi, perché sapevamo che saremmo arrivati a questo e, come puntualmente previsto, oggi ci siamo.  Tutti i governi del mondo - prosegue il presidente dell'Unione Valdera - sanno che per rilanciare l'economia nei periodi difficili una soluzione è data dagli investimenti nei lavori pubblici. In Italia Tremonti e Berlusconi hanno fatto l'esatto contrario, hanno bloccato gli investimenti dei Comuni e di conseguenza hanno congelato ancora di più l'economia mettendo in ginocchio le imprese, magari le imprese stesse che li hanno scelti per governare. Non si parla di aver bloccato soltanto i lavori pubblici, ma anche i semplici acquisti, dalla segnaletica stradale ai banchi per le scuole. Non solo, ma con provvedimenti assolutamente centralisti (che sono il contrario esatto del federalismo tanto sbandierato dalla Lega) si stanno togliendo risorse ai Comuni (l'Ici non è stata restituita e si continuano a tagliare i trasferimenti), i quali sono impossibilitati non solo a fare investimenti ma anche a garantire i servizi essenziali come il trasporto scolastico, il taglio dell'erba o le manutenzioni ordinarie. In Italia, la priorità resta la legge sulle intercettazioni. Quindi, saremo più poveri, senza servizi, ma tranquilli di poter fare al cellulare tutte le transazioni il più illecite possibile, tanto nessuno verrà a saperlo».  In conclusione, Mencacci si rallegra di poter contare su un alleato in più (la Cna, appunto) per fare sentire la propria voce, che chiede da tempo un cambio radicale di direzione nella politica finanziaria del governo.

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