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Pontedera

Vigili sul piede di guerra bloccati gli straordinari fallisce ogni mediazione

Vigili urbani sulle strade di Cascina è di nuovo guerra fredda col Comune
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Vigili urbani sulle strade di Cascina è di nuovo guerra fredda col Comune

Contenzioso riaperto dalla riorganizzazione del lavoro della polizia municipale e dal terzo turno serale

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 CASCINA. Polizia municipale ancora sul piede di guerra. La storia si ripete, come tre estati fa quando è scoppiata la guerra tra l'amministrazione comunale e il comandante dei vigili. La Rsu e il Sulpm hanno bloccato gli straordinari. La decisione è scaturita dall'esito dell'incontro che si è svolto in prefettura a Pisa. Il tentativo di raffreddamento del contenzioso non ha dato esito.  Le parti sono rimaste sulle proprie posizioni concludendo quindi in modo negativo la procedura di raffreddamento. Il passo successivo è stata la proclamazione del blocco degli straordinari dal primo all'otto agosto e dal 21 agosto al 19 settembre.  Saranno garantiti servizi essenziali secondo le norme contrattuali di comparto vigenti in materia.  Lo scontro si è riaperto sulla nuova organizzazione del lavoro dei vigili, decisa dal dirigente che ha previsto un terzo turno serale da effettuare solo in caso di necessità.  Secondo i sindacati l'assessore al personale e alla polizia municipale e dirigente del servizio autonomo di vigilanza hanno avuto un atteggiamento di chiusura al confronto al tavolo della prefettura. Il turno serale, secondo i sindacati, penalizza il lavoro diurno. Vale a dire che non vengono coperti in maniera adeguata i servizi del mattino e del pomeriggio.  «Vengono pertanto confermate le rivendicazioni avanzate nello stato di agitazione proclamato in data 2 luglio scorso (assunzione di unità di personale anche a tempo determinato o mediante procedure di mobilità interna) - scrive la Rsu - per dotare il servizio autonomo di vigilanza di un numero di operatori tale da poter garantire i servizi richiesti (attualmente 29 addetti a fronte di una popolazione di oltre 43.000 abitanti)». Si chiede anche una «vera e seria riorganizzazione interna, attraverso una revisione dei procedimenti interni».  E l'eventuale istituzione di un terzo turno (con minimo di quattro operatori), anche su tutto l'anno con una adeguata programmazione ed un coordinamento effettivo con le altre forze dell'ordine al fine di garantire una effettiva risposta di sicurezza alla richiesta dei cittadini.

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