Il Tirreno

Pontedera

Il sindaco informa del problema i capigruppo. L’opera rischia nuovi ritardi

Sospetti sul nuovo distretto

Sabrina Chiellini
Il sindaco Moreno Franceschini
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Il sindaco Moreno Franceschini

La prefettura svolge accertamenti sull'impresa che fa i lavori

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 CASCINA. Guai e la prospettiva di un cantiere che si fermerà per mesi si profilano dietro la costruzione del nuovo distretto socio sanitario che dovrebbe sostituire il vecchio presidio di Navacchio. Alla fine dello scorso aprile nel cantiere venne effettuato un controllo da parte di carabinieri, guardia di finanza, ispettorato del lavoro e di altre forze di polizia su richiesta della Dia, direzione investigativa antimafia. Poi è stato effettuato un secondo sopralluogo da cui sarebbero emersi elementi che richiedono maggiori valutazioni. A distanza di settimane invece il sindaco, Moreno Franceschini, e l'amministrazione comunale hanno ricevuto un'informativa da parte della prefettura rispetto all'andamento dei controlli. L'impresa che ha vinto l'appalto potrebbe avere avuto problemi di carattere legale. Tanto che il Comune sta valutando se rescindere il contratto con l'impresa e di bloccare i lavori del distretto. Della complessa situazione il sindaco, Moreno Franceschini, ha parlato nella riunione dei capigruppo consiliari dicendosi intenzionato, dopo avere consultato anche un legale, a seguire il consiglio della prefettura. «Ho parlato della questione anche in consiglio comunale - dice il sindaco - ma è presto per arrivare a conclusioni». Se il cantiere sarà bloccato la costruzione del distretto, attesa da diversi anni, subirà ulteriori ritardi.  Nei giorni del controllo il consigliere comunale dell'opposizione Giacomo Cappelli aveva chiesto al sindaco spiegazioni sulla presenza di carabinieri, guardia di finanza e uomini dell'antimafia.  Niente però era trapelato anche se era apparso chiaro che sull'appalto potevano essere sorti problemi. La prefettura aveva spiegato che la verifica era stata effettuata per controllare se nel cantiere erano rispettate le norme che garantiscono la sicurezza sui luoghi di lavoro, se le persone impiegate erano assunte in maniera regolare. Al tempo stesso sono state identificati gli operai e tutto il personale trovato al lavoro. A quanto pare non è ancora escluso il rischio di infiltrazioni con ambienti che svolgono attività illecite. Da qui la comunicazione al Comune per le decisioni che gli competono.

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