La manifestazione
Menù da asporto contro il disagio
Francesca Suggi
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Sopra la Casa di riposo; a destra Fulvia Petrini e il sindaco Carli Il progetto tra Comune e Casa di Riposo: via a settembre
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FAUGLIA. Da asporto per chi si vergogna a sbandierare le proprie difficoltà. Oppure le persone che vivono in situazioni di disagio potranno pranzare e cenare proprio nei locali della Casa di riposo di Fauglia. Partirà da settembre la socio-sperimentazione della giunta, che per la prima volta mette in campo il progetto "A pranzo con noi". Un modo per alleviare la vita di chi ha perso il lavoro e di tutte quelle giovani famiglie che stentano a sbarcare il lunario a fine mese. Ma anche un "fornello" per le persone che magari stanno ristrutturando casa. «Il Comune provvederà a fare una convenzione con la Casa di riposo e a seconda della fascia di reddito si dovrà pagare o un piccolo contributo per il pranzo, oppure niente», spiega la vicesindaco Fulvia Petrini a cui è venuta l'idea. Poi in via di definizione grazie alla collaborazione e alla disponibilità di Riccardo Noci, ex assessore alla cultura e adesso presidente dell'istituto Madonna del Soccorso in piazza San Lorenzo. Vincere il pudore prima di tutto. Questo, forse, lo scoglio più grande che dovranno affrontare quei trenta-quarantenni senza lavoro. Magari con famiglia e bambini alle spalle. La fotografia faugliese del disagio è reale. «I casi di gente in difficoltà sono diversi - continua la vice sindaco che si occupa del sociale - e da tempo pensavo ad un modo per sollevare queste persone da alcune spese e il pranzo non solo è un costo, ma una necessità primaria. Chi vorrà potrà consumarlo all'interno della struttura, mentre le persone che per ragione di pudore hanno difficoltà a presentarsi direttamente, lo possono ritirare e consumare a casa». Take away, insomma. Un socio menù da asporto che servirà ad abbattere l'iniziale diffidenza. «Il Comune rilascerà un voucher da presentare. Sarà consegnato solo a gente residente nel territorio faugliese». In pentola bolle anche un'altra iniziativa frutto della collaborazione tra Palazzo e Casa di riposo. Quella di poter allargare il campo fisioterapico e sociosanitario della struttura anche agli abitanti del paese. «Il nostro distretto sta aperto solo a giorni alterni e non basta e spesso la gente non sa dove andare a fare un'iniezione. Per questo serve un'integrazione».
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