Sicurezza
Le eccellenze che temono il futuro
Filippo Bernardeschi
L’ultima festa prima delle scelte: «Ma sappiamo che è un’impresa ardua»
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PONTEDERA Nei locali del museo Piaggio sono state premiate le eccellenza della Valdera. Ovvero quei giovani maturandi (ormai maturati) che hanno concluso il percorso liceale con il massimo dei voti. Quel 100 sul diploma è valso loro il riconoscimento delle istituzioni, rappresentate dal sindaco di Pontedera Simone Millozzi e dell’assessore all’istruzione Liviana Canovai. Su 45 alunni premiati, 11 sono di Pontedera. Calcinaia vanta 5 eccellenze. Ponsacco 3.
Nella classifica degli istituti con più “cervelloni” spiccano il XXV aprile e l’Itis Marconi, a parimerito con 10 alunni centisti. Altri studenti provenivano da Peccioli, Capannoli e Montopoli. Tutti festeggiati dagli assessori dei Comuni di appartenenza, arrivati per stringere la mano a chi ha dato il massimo, raggiungendo il massimo. Il risultato si riflette in un sorriso smagliante, messo in risalto dalla pelle già abbronzata. E’ tempo di vacanze. Giulia Giorgi pregusta le ferie in montagna. Ha fatto il Montale. Anche se è passata una sola settimana dal termine dell’esame, lo ricorda con nostalgia: «Non ti rendi conto che è finita fino a quando non vedi i cartelloni delle votazioni » dice. Adora le lingue, è certa che saranno il suo futuro, ma «l’atmosfera che si respira oggi tende a scoraggiare». «Le prospettive d’impiego sono pessime - continua la studentessa pontederese - so che sarà dura scegliere la strada giusta, ma è meglio non fasciarsi la testa prima di averla sbattuta».
Per la maggior parte di loro il prossimo obiettivo è la laurea. Francesco Bertici abita a Montopoli. E’ uscito dal corso elettronica e telecomunicazioni dell’Itis Marconi. Dopo aver seguito degli orientamenti, andrà ad Economia. Nessun rimpianto per lui: «Sono felice di aver finito il liceo, mi sento pronto per l’avventura universitaria». Ma prima Ibiza: relax e tanto mare. Accanto c’è l’amico Francesco Vanni, ex 5BST (Scientifico tecnologico). Insieme discutono sul ruolo della scuola, dove, per Bertici, «I professori fanno la differenza. Non tanto per la capacità di insegnamento, quanto per la carica che possono trasmetterti ». Vanni sottolinea l’importanza di «incoraggiare tutti, senza distinzioni» perché «viviamo in una società nella quale la disparità fra chi ha soldi è chi ne ha meno va allargandosi ».
Federico Parenti c’è già stato, in vacanza. Il giusto premio per un risultato importante. Ma quali sono gli ingredienti del successo? Sorride. Ci pensa un po’. Poi risponde. Primo ingrediente: spirito di sacrificio. «Passare delle giornate a studiare - spiega - è faticoso per tutti». Secondo: impegno costante. «Bisogna passarci del tempo, sui libri, non mollare ». Terzo: un pizzico di fortuna. «Quella - conlcude - ci vuole sempre. Sopratutto nel mondo di oggi».
Nella classifica degli istituti con più “cervelloni” spiccano il XXV aprile e l’Itis Marconi, a parimerito con 10 alunni centisti. Altri studenti provenivano da Peccioli, Capannoli e Montopoli. Tutti festeggiati dagli assessori dei Comuni di appartenenza, arrivati per stringere la mano a chi ha dato il massimo, raggiungendo il massimo. Il risultato si riflette in un sorriso smagliante, messo in risalto dalla pelle già abbronzata. E’ tempo di vacanze. Giulia Giorgi pregusta le ferie in montagna. Ha fatto il Montale. Anche se è passata una sola settimana dal termine dell’esame, lo ricorda con nostalgia: «Non ti rendi conto che è finita fino a quando non vedi i cartelloni delle votazioni » dice. Adora le lingue, è certa che saranno il suo futuro, ma «l’atmosfera che si respira oggi tende a scoraggiare». «Le prospettive d’impiego sono pessime - continua la studentessa pontederese - so che sarà dura scegliere la strada giusta, ma è meglio non fasciarsi la testa prima di averla sbattuta».
Per la maggior parte di loro il prossimo obiettivo è la laurea. Francesco Bertici abita a Montopoli. E’ uscito dal corso elettronica e telecomunicazioni dell’Itis Marconi. Dopo aver seguito degli orientamenti, andrà ad Economia. Nessun rimpianto per lui: «Sono felice di aver finito il liceo, mi sento pronto per l’avventura universitaria». Ma prima Ibiza: relax e tanto mare. Accanto c’è l’amico Francesco Vanni, ex 5BST (Scientifico tecnologico). Insieme discutono sul ruolo della scuola, dove, per Bertici, «I professori fanno la differenza. Non tanto per la capacità di insegnamento, quanto per la carica che possono trasmetterti ». Vanni sottolinea l’importanza di «incoraggiare tutti, senza distinzioni» perché «viviamo in una società nella quale la disparità fra chi ha soldi è chi ne ha meno va allargandosi ».
Federico Parenti c’è già stato, in vacanza. Il giusto premio per un risultato importante. Ma quali sono gli ingredienti del successo? Sorride. Ci pensa un po’. Poi risponde. Primo ingrediente: spirito di sacrificio. «Passare delle giornate a studiare - spiega - è faticoso per tutti». Secondo: impegno costante. «Bisogna passarci del tempo, sui libri, non mollare ». Terzo: un pizzico di fortuna. «Quella - conlcude - ci vuole sempre. Sopratutto nel mondo di oggi».
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