Gioco
Una festa per denunciare il degrado della chiesa
Francesca Suggi
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La chiesa di San Jacopo a Zambra Il comitato San Jacopo difende il gioiello medievale: manca un progetto di salvaguardia
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ZAMBRA. Una festa per denunciare il degrado del gioiello medievale della chiesa di San Jacopo. Un momento conviviale per riflettere e far riflettere, tutta la comunità sullo stato di malconservazione del monumento. E soprattutto sulla mancanza di un progetto di riqualifica per salvaguardare le pitture di ispirazione paleocristiane uniche in Toscana. La sensibilizzazione arriva dal comitato San Jacopo che apre questo coro di proteste di piazza amplificate da Luca Nannipieri, direttore del centro studi umanistici dell'Abbazia di San Savino, insieme ad alcuni rappresentanti pisano di Italia Nostra e Archeoclub. L'appuntamento è per questa sera alle 21.15 a San Jacopo di Zambra. La festa, giunta alla quarta edizione in onore del patrono del paese va avanti fino a domenica e si inaugura quindi con la denuncia dello stato di malconservazione delle pitture del monumento (ormai molto più invisibili rispetto a qualche anno fa) e sulla mancanza di un progetto adatto a far sopravvivere il monumento in una condizione di salvaguardia e di tutela. Inoltre, durante la serata, ci sarà la proiezione di un documentario "S. Jacopo e la sua gente" che ripercorre la vita ormai millenaria di questo piccolo borgo di Cascina che sebbene sia stato soffocato dalle costruzioni edilizie, mantiene ancora un aspetto genuinamente medioevale con la piazza, il suo dialetto delle persone più anziane e la chiesa, esempio rarissimo di edificio protoromanico. Tra gli eventi dei giorni successivi da ricordare, domenica 25 luglio vi sarà lo spettacolo in vernacolo al teatro all'aperto, allestito davanti alla chiesa, con le scenette nel dialetto originale della zona.
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