Finanza
Paga il capannone ma non è suo
Guido Bini
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PIP Uno scorcio della zona industriale di Navacchio La denuncia di un imprenditore: sono stato truffato dal consorzio
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NAVACCHIO. Per trasferire la sua azienda in un nuovo capannone ha aderito a un consorzio, ma evidentemente qualcosa è andato storto. La guerra di carte bollate fra Enzo De Falco, titolare della Egf di Navacchio, e il consorzio Capp di Pontedera va avanti ormai da tre anni. Al centro della contesa un terreno dell'area Pip di Navacchio, dove la Egf avrebbe desiderato trasferirsi. Adesso su quel terreno il Capp sta costruendo, ma una volta ultimato il capannone sarà destinato a un'altra azienda. «Per poter trasferire la mia azienda nella nuova area Pip di Navacchio - denuncia De Falco -, tre anni fa mi vidi costretto ad aderire al consorzio Capp di Pontedera. Per l'adesione versai 260mila euro. Questo perché il consorzio aveva ricevuto in assegnazione l'intera area dal Comune di Cascina, e di fatto era l'unica via percorribile. Adesso, però, in quell'area stanno costruendo un capannone che il consorzio ha deciso di assegnare a un'altra azienda». La Egf di De Falco è un'azienda attiva nel settore del vetro e conta una decina di dipendenti. «Speravo molto su questo trasferimento - dice ancora il titolare -, anche per gli operai, perché la struttura dove siamo adesso non è più idonea alla nostra attività. Tanto per dirne una, ci sono ancora le coperture in eternit». I rapporti fra De Falco e il consorzio chiamato a gestire l'area dal Comune di Cascina, di fatto, partirono subito col piede sbagliato. Fin dalla fase progettuale, quando De Falco vide cadere disattese alcune sue richieste. Dalle prime scaramucce alle vie legali passò poco tempo, e uno dei primi risultati fu l'estromissione di De Falco dal Capp. Tanto che adesso De Falco chiede la restituzione della quota di partecipazione, e arriva a ipotizzare che dietro alla sua estromissione ci siano questioni politiche. Diversa, naturalmente, la posizione del Capp. Il presidente Rolando Feron parla di «incomprensioni che è stato impossibile superare». «Questo - dice - nonostante il Capp sia un consorzio senza fini di lucro, per di più nato su impulso della Cna nel 1992 per favorire le aziende e il loro insediamento sul territorio». «Sulla restituzione della quota a De Falco - conclude Feron - il consorzio si è sempre detto disposto a farlo, ma evidentemente anche su questo non ci capiamo».
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