Il Tirreno

Pontedera

I nuovi criteri di installazione sono stati adottati dal consiglio comunale

Addio alle telecamere selvagge in città c'è un regolamento che tutela la privacy

Paola Silvi
Una delle telecamere che sono nel centro di Pontedera
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Una delle telecamere che sono nel centro di Pontedera

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  PONTEDERA. Stop alle telecamere selvagge, norme più severe e tutela della privacy. È la conseguenza di un nuovo regolamento stabilito dal Garante per la protezione dei dati personali e approvato dal consiglio comunale. I nuovi punti hanno il compito di fare chiarezza in un settore in espansione «ma - specifica il sindaco Millozzi - rispetto al testo che disciplinava la videosorveglianza, dal 2003, cambia poco.  Il primo cittadino deve comunque identificare nel capo del corpo di polizia municipale il responsabile del trattamento ma se anni fa spettava al comandante stabilire la collocazione delle telecamere sul suolo pubblico, con le modifiche apportate dal Garante, sarà un'ordinanza del sindaco ad individuare i luoghi idonei e necessari alla sorveglianza. Luoghi che saranno poi resi noti attraverso la pubblicazione della lista sul sito del comune e sull'albo pretorio». Sono una decina le zone della città che accolgono gli occhi elettronici, puntati giorno e notte su vie e piazze. Un grande fratello telematico per scoraggiare vandali, dare sicurezza e per contrastare episodi di inciviltà. Da piazza Belfiore a via Saffi, da piazza della Stazione al parcheggino in viale Rinaldo Piaggio a via Rossini. Un monitoraggio dettagliato contro atti di degrado e insensibilità. «Il sistema di videosorveglianza - continua Millozzi - è una modalità di controllo e verifica che funziona. Le telecamere costituiscono un deterrente che spesso consente alla forze dell'ordine di individuare i responsabili di fatti incresciosi. Certo, la maggioranza dei cittadini è pacifica e vengono, rispettate le regole della convivenza ma può capitare di incorrere in episodi spiacevoli». Ma per il sindaco le telecamere non possono bastare. «Al di là delle misure di registrazione, c'è bisogno di una comunità che operi al proprio interno con meccanismi di relazione e fiducia. C'è bisogno di una politica che incentivi i rapporti di familiarità fra la gente. Non esiste paragone fra la responsabilità messa in campo dagli abitanti e la ripresa, incolore e insapore, della realtà». E se le telecamere accese servono per garantire ordine e decoro, l'obiettivo principale è incentivare e formare un senso civico all'avanguardia. «Un cittadino consapevole, attento alle esigenze dei vicini, attivo nell'associazionismo, pronto alla condivisione, può molto nella percezione del rischio e della sicurezza».

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di Redazione web