Il Tirreno

Pontedera

Stato dei fiumi, nell'acqua c'è di tutto

<b>IL FIUME</b> Un tratto del Cecina
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IL FIUME Un tratto del Cecina

I più inquinati sono i Botro Santa Maria e Grande: dentro c'è il mercurio

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 POMARANCE. Erosione, emungimenti, effetti delle attività estrattive e dell'inquinamento chimico. C'è tutto questo dentro e lungo le sponde dei corsi d'acqua che attraversano la Valdicecina, mercurio compreso. C'è poco da stare allegri. Servono occhi aperti per non farsi ingannare dall'apparente naturalità dei luoghi.  Da monte verso valle, dalla confluenza del Fosci nel Cecina si assiste ad un incremento di fattori negativi: insediamenti civili e industriali, coltivazioni estese fino all'alveo, effetti di attività estrattive, erosione, emungimenti, inquinamento chimico. Tutti fattori che fanno decisamente scadere i livelli di qualità nei corsi d'acqua prossimi a Saline di Volterra, con condizioni estremamente degradate sul Botro di Santa Maria e sul Botro Grande.  Nell'area tra Saline e Ponteginori si riscontrano le maggiori concentrazioni di mercurio, il massiccio prelievo d'acqua di subalveo connesso all'estrazione del salgemma per uso industriale, i tratti di fiume più soggetti alla mancanza di scorrimento superficiale, con ripercussioni estremamente negative sulla qualità ambientale dei corsi d'acqua. A valle di Ponteginori le condizioni ambientali dei corsi d'acqua si presentano complessivamente migliori.  È quanto emerge dagli studi che hanno messo in correlazione la qualità ambientale dei corsi d'acqua e le caratteristiche dei bacini. I tratti montani sia del Cecina che dei torrenti Rimaggio e Pavone invece sono caratterizzati da un alto grado di naturalità. Anche scendendo di quota sul torrente Pavone si riscontrano ancora buone condizioni nella qualità dell'alveo e delle acque. Al contrario sul Cecina e sul torrente Possera si avvertono segnali di degrado in tratti ben identificati, conseguenti all'attività dell'uomo: insediamenti civili, industrie, escavazione. Dal dopoguerra agli anni Ottanta si è svolta un'intensa attività di prelievo di ghiaie dalle aree golenali e dal letto del fiume, con ripercussioni negative sulla capacità di ricarica delle falde e accentuazione dei fenomeni erosivi.

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