Sicurezza
Atisale, la crisi finisce in Regione
Andreas Quirici
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LA SALINA Una veduta dellAtisale a Saline di Volterra E intanto la questione cassa integrazione è appesa al filo del Ministero
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SALINE. La palla adesso è al Ministero del lavoro. Dovrà giungere da Roma, infatti, la risposta alla richiesta di cassa integrazione straordinaria per 6 dipendenti di Atisale. Si tratta del rinnovo per altri 12 mesi, dopo che il primo anno di ammortizzatore sociale è stato consumato. La richiesta al Ministero si è resa necessaria per via della mancata attuazione di uno dei punti della domanda originale. Domanda proposta nel mese di maggio 2009. In pratica, Atisale ha realizzato l'investimento di 250mila euro per la messa in sicurezza di alcuni macchinari e ha speso circa 600mila euro per l'acquisto di una nuova pastigliatrice. Il punto mancante riguarda l'acquisto del cogeneratore, utile ad abbassare i costi energetici, ma reso antieconomico da un decreto legge pubblicato che toglie convenienza. «L'azienda sta valutando altre situazioni - spiega l'assessore provinciale Anna Romei - come l'utilizzo del vapore. Certo è che serve tempo per mettere in pratica qualcosa di diverso, ma servirebbe anche chiarezza da parte di Atisale». Lo scorso maggio, Romei ha incontrato i responsabili dell'impresa proprio per il rinnovo della cig. In quell'occasione, le parti hanno discusso anche delle voci sulla vendita dello stabilimento. «L'azienda non ha ancora presentato un piano industriale. Abbiamo parlato della cessione di Saline e ci è stato detto che in effetti ci sono società interessate all'acquisto. Stanno vagliando le proposte, ma non sappiamo di chi si tratti». Intanto, la vicenda di Atisale giungerà presto sui banchi del consiglio Regionale. Il gruppo consiliare Sinistra-Verdi ha presentato un'interrogazione: «E' mancato l'aggiornamento tecnologico degli impianti - si legge in una nota - che risultano obsoleti, a danno della sicurezza sul lavoro per gli addetti. Si sono già persi il 50% dei posti di lavoro a causa di ripetute ristrutturazioni aziendali e da aprile a oggi si rincorrono le voci circa la possibile vendita della salina. Intanto la società ha comunicato da pochi giorni la volontà di prolungare per dodici mesi la cassa integrazione straordinaria, annullando il progetto del cogeneratore e gli investimenti promessi».
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