Il Tirreno

Pontedera

Le associazioni: «Un danno enorme per pizzerie e ristoranti: ci fa sentire ancor più in crisi»

«Le sagre ci fanno perdere 4 milioni»

Il tipico ristorante di una delle tante sagre della zona
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Il tipico ristorante di una delle tante sagre della zona

Grido d'allarme di Confesercenti e Confcommercio: servono regole

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 PONTEDERA. «Non abbiamo niente contro sagre e feste paesane, ma serve una regolamentazione, perché il loro numero elevato causa gravi danni economici agli eserzi commerciali». È l'allarme lanciato da Confcommercio e Confesercenti in un periodo in cui le iniziative estive nei vari paesi della provincia si susseguono a ritmo forsennato.  Secondo Confcommercio sarebbero 4 i milioni di euro di mancato fatturato che ogni anno si spostano dalle casse di ristoranti e pizzerie per entrare direttamente in quelle degli organizzatori delle sagre. «Un danno enorme - afferma Federico Pieragnoli, direttore della Confcommercio di Pisa - e che si fa sentire ancora di più in tempi di vacche magre come quelli in cui stiamo vivendo».  L'estate, specie per gli esercizi che hanno a disposizione spazi all'aperto, dovrebbe essere il periodo buono per aumentare gli incassi. «Invece di compensare la carenza di affari dovuta al calo dei consumi - spiega Marco Sbrana, direttore della Confesercenti pisana - i titolari di ristoranti e pizzerie si trovano con meno entrate a fronte di regole igienico-sanitarie da dover rispettare, tasse da pagare e normative sul lavoro da osservare. In un quadro simile si capisce bene quanto sia difficile gestire una situazione di questo tipo». Pieragnoli rincara la dose: «Si tratta di una vera e propria concorrenza sleale verso chi rispetta le regole tutto l'anno e che si vede togliere il guadagno da chi le leggi non sempre le osserva. Intendiamoci. Il mio non è un attacco indiscriminato alle sagre. Contesto quelle che non hanno riferimento tradizionale con il proprio territorio di origine, ma anche quelle in cui nessuna normativa viene rispettata».  Secondo le due associazioni servirebbe un intervento da parte delle istituzioni. «Abbiamo scritto alla Regione - ricorda ancora Pieragnoli - chiedendo una regolamentazione e una riduzione della durata di questo genere di manifestazioni, ma finora abbiamo ottenuto poco». Confesercenti, invece, si è rivolta ai Comuni della provincia di Pisa. «Abbiamo fatto presente - spiega Sbrana - che serve una regolamentazione ben precisa, così come indicato dal codice del commercio regionale, ma le amministrazioni comunali restano carenti sotto l'aspetto della deliberazione in materia e, nonostante questo problema si presenti ogni anno, viene fatto davvero poco per cambiare la situazione».  E' il settore della ristorazione il più colpito dal susseguirsi di sagre e feste paesane. Molti commercianti protestano per i mancati guadagni e lo scarso rispetto delle regole, ma preferiscono non esporsi e mantenere l'anonimato: «Non si può continuare così - è il commento unanime - perché a noi controllano anche i minimi particolari, affibbiandoci multe che spesso sono insostenibili, mentre le feste paesane non sempre sono chiamate a osservare tutte le normative. Se si considera poi l'aspetto economico, per noi il danno è enorme e diventa ancor più difficile in un momento di elevato calo dei consumi». Andreas Quirici ALTRO SERVIZIO A PAG.9

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