La manifestazione
L'auto degli evasori si ferma
Giacomo Pelfer
Bonifica, in arrivo le ingiunzioni Equitalia a chi non ha pagato
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ORENTANO. Arrivano le ingiunzioni di Equitalia per coloro non hanno pagato il contributo al Consorzio di bonifica Auser-Bientina. Sotto minaccia l'autovettura di proprietà, che rischia il fermo amministrativo. Lo rende noto Paolo Del Seta, ex consigliere comunale, da anni in prima linea contro quel tributo che alcuni cittadini considerano illegittimo e poco chiaro.
È l'ultima pagina di una lunga battaglia legale, a suon di ricorsi, combattuta nel campo delle norme e delle interpretazioni. Una battaglia che da dieci anni contrappone il Consorzio di Bonifica Auser-Bientina ad alcuni cittadini di Orentano: 47, attualmente, quelli che ancora si rifiutano di pagare e non hanno alcuna intenzione di mollare, «anche se all'inizio eravamo più di cento - racconta Ennio Petri - ma molti si sono spaventati negli anni di fronte alle ingiunzioni e ai costi degli avvocati».
Lo stesso Petri è tra coloro che, proprio in questi giorni, si sono visti recapitare l'ingiunzione di Equitalia che minaccia il fermo amministrativo del veicolo. «E non sono il solo - afferma - a quanto mi risulta ne stanno arrivando molte in questi giorni. Sono ormai dieci anni che cerco di capire per quale motivo devo pagare, senza mai aver ricevuto una risposta soddisfacente». Secondo Vinicio Toni (ex presidente del locale circolo di An) «Equitalia non ha alcun titolo per mandare l'ingiunzione di pagamento mentre siamo in attesa che la Cassazione si pronuncia sui ricorsi».
La vicenda legale iniziava nel 2000 con il ricorso collettivo presso la Commissione tributaria di Pisa, alla quale si chiedeva l'annullamento dei contributi in base alla legge 36/94, che obbliga il pagamento solo per coloro che ricevono un diretto beneficio dall'attività del Consorzio. Il ricorso, prima respinto dai tribunali di Pisa e Lucca, veniva invece accolto nel 2003 dalla Commissione tributaria regionale.
«Da quel momento abbiamo smesso di pagare - dice Toni - ma le cartelle di pagamento e le ingiunzioni sono continuate ad arrivare. Il nostro obiettivo non deve essere una riduzione del contributo, ma la sua scomparsa, perché anche un solo euro rappresenta una truffa».
È l'ultima pagina di una lunga battaglia legale, a suon di ricorsi, combattuta nel campo delle norme e delle interpretazioni. Una battaglia che da dieci anni contrappone il Consorzio di Bonifica Auser-Bientina ad alcuni cittadini di Orentano: 47, attualmente, quelli che ancora si rifiutano di pagare e non hanno alcuna intenzione di mollare, «anche se all'inizio eravamo più di cento - racconta Ennio Petri - ma molti si sono spaventati negli anni di fronte alle ingiunzioni e ai costi degli avvocati».
Lo stesso Petri è tra coloro che, proprio in questi giorni, si sono visti recapitare l'ingiunzione di Equitalia che minaccia il fermo amministrativo del veicolo. «E non sono il solo - afferma - a quanto mi risulta ne stanno arrivando molte in questi giorni. Sono ormai dieci anni che cerco di capire per quale motivo devo pagare, senza mai aver ricevuto una risposta soddisfacente». Secondo Vinicio Toni (ex presidente del locale circolo di An) «Equitalia non ha alcun titolo per mandare l'ingiunzione di pagamento mentre siamo in attesa che la Cassazione si pronuncia sui ricorsi».
La vicenda legale iniziava nel 2000 con il ricorso collettivo presso la Commissione tributaria di Pisa, alla quale si chiedeva l'annullamento dei contributi in base alla legge 36/94, che obbliga il pagamento solo per coloro che ricevono un diretto beneficio dall'attività del Consorzio. Il ricorso, prima respinto dai tribunali di Pisa e Lucca, veniva invece accolto nel 2003 dalla Commissione tributaria regionale.
«Da quel momento abbiamo smesso di pagare - dice Toni - ma le cartelle di pagamento e le ingiunzioni sono continuate ad arrivare. Il nostro obiettivo non deve essere una riduzione del contributo, ma la sua scomparsa, perché anche un solo euro rappresenta una truffa».
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