Gioco
SantAgnolo è in cerca di una nuova sede: per sopravvivere servirebbero maggiori contributi
Tanti giovani, ma pochi volontari La contrada dei filatori si racconta
Filippo Bernardeschi
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IL MESTIERE I filatori di lana Sopra una cena della contrada 2 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Il cuore, una sede di tre stanze, è situato nel mezzo di via Nuova. Di qui si possono percorrere via Sarti, via di Sotto, la strada che va da piazza San Michele a Porta Fiorentina. E poi giù, per le campagne di Santa Margherita. Benvenuti nei luoghi culto di Sant'Agnolo, la contrada dei filatori di lana, 4 volte vincitrice del palio del cero volterrano, che rievoca l'antica arte del telaio in costume da contadino medievale. Ricca di giovani, ma scarsa di collaboratori. Il viaggio fra i rioni del Colle etrusco comincia da qui. I campioni in carica del Palio sono prima di tutto cittadini. Con i lori onori ed oneri, e sempre alla ricerca di aiutanti: «A Sant'Agnolo - spiega Simone Senesi, il balitore della contrada - i giovani non mancano». Mancano invece i volontari disposti a investire tempo ed energie: «Saranno una decina quelli che tengono in vita le attività della contrada» dichiara Senesi. Eppure, il territorio è ampio, le rappresentazioni riscuotono interesse: celebrazioni come quelle per il santo patrono, Michele Arcangelo, o quelle presso la Madonna del Livido sono ormai tradizioni consolidate. «Il fatto è che il Comune elargisce solo 150 euro all'anno per ogni contrada - sottolinea Sensi - così, fra le spese, l'affitto e i costumi, rimane poco per premiare chi si è dato da fare, magari rimettendoci di tasca propria». Esplicativo di questa condizione è la caso dei tesserati: nel 2008 le adesioni sono state un centinaio. Nel 2009 la campagna di tesseramento è saltata: proprio a causa della mancanza di volontari. Ora la contrada è a caccia di una nuova sede. Ma tutto questo non scoraggia: «Continuiamo a darci da fare. Abbiamo partecipato alla riqualificazione di Docciola. L'8 agosto ci esibiremo ad Orciano con i telai. Per fare meglio - conclude - ci vorrebbe un aiutino in più da parte della gente e delle istituzioni».
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