La manifestazione
Invasi d'acqua con diga C'è l'obbligo della denuncia o scatta una mega multa
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Picchi, assessore provinciale 1 MINUTI DI LETTURA
PISA. Si avvicina una scadenza molto importante per i proprietari degli invasi con sbarramento, i bacini di accumulo. Secondo la legge regionale, entro il 14 settembre occorre presentare la "Denuncia di esistenza delle opere". Chiunque non dovesse rispettare tale procedura, rischia una sanzione da 3mila a 21mila euro. Sono 99, in provincia: 46 si trovano tra la Valdera e la zona del Cuoio, 43 in Valdicecina, 10 nell'Area Pisana. Il loro impiego avviene sostanzialmente a fini irrigui, nell'ambito di attività agricole o di protezione civile; in pochi casi sono destinati alla pesca sportiva; diversi invece non sono utilizzati. «La presentazione delle denunce - dichiara l'assessore provinciale all'ambiente Valter Picchi - risponde anche all'esigenza della messa in sicurezza di questi invasi che sono dighe di dimensioni contenute, ma non trascurabili». Alla denuncia da inoltrare alla Provincia di Pisa entro il 14 settembre, va allegata la domanda di regolarizzazione (se i bacini sono realizzati in maniera difforme dal progetto originario) o di autorizzazione in sanatoria (se non sono state regolarmente autorizzate: in questo caso la scadenza è il 13 marzo 2011). Tuttavia la Provincia avrà un incontro, con le associazioni di categoria degli agricoltori, il 28 luglio.
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