Folgorato mentre era in un'azienda
Francesco Turchi
Doveva fare un intervento alla cabina elettrica: aveva 59 anni
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FUCECCHIO. Doveva fare un intervento di manutenzione all'impianto elettrico che lui stesso aveva realizzato. Ma è rimasto folgorato da una scarica da 15.000 volt. Il tragico incidente sul lavoro, avvenuto ieri mattina all'interno della cabina elettrica del calzaturificio River, in via Colombo a Fucecchio, è costato la vita a Leo Palandri, 59 anni, residente a La Scala, titolare della ditta che porta il suo nome che ha sede a San Miniato. L'elettricista era arrivato - da solo - davanti all'azienda intorno alle 8. Lì ha trovato un uomo di fiducia dei titolari della River, Ivano Libraschi, che gli ha aperto il cancello. Leo è entrato col suo furgone grigio all'interno della proprietà del calzaturificio e lo ha parcheggiato a pochi passi dalla cabina elettrica che subito dopo si trasformerà nella sua bara. Un breve saluto e l'accordo che a lavoro ultimato Libraschi sarebbe tornato per chiudere e riattivare l'allarme. Ma con il passare delle ore il cellulare di Ivano è rimasto muto. Intorno a mezzogiorno l'uomo, insospettito, ha deciso di tornare alla River e si è trovato di fronte una scena raccapricciante. Leo Palandri era disteso a terra proprio dentro la cabina dove si trova il trasformatore sul quale doveva fare l'intervento, coi piedi ancora attaccati ai fili elettrici. Immediatamente Libraschi ha dato l'allarme. Sul posto è intervenuta un'ambulanza inviata dal 118, i vigili del fuoco di Empoli e l'elisoccorso Pegaso. Ma è risultato tutto inutile. L'elicottero è atterrato nel campo davanti all'azienda, ma è subito tornato alla base: i soccorritori avevano già constatato la morte. A quel punto è stato allertato l'Enel, che ha inviato una squadra sul posto per staccare la corrente e facilitare il sopralluogo. Sul posto anche i carabinieri di Fucecchio e i tecnici di prevenzione sui luoghi di lavoro dell'Asl 11 di Empoli, che dovranno ricostruire la dinamica dell'incidente e capire se sono state seguite le procedure in tema di sicurezza. Ma sulle cause della morte non ci sono dubbi. I segni sul corpo dell'elettricista sono inequivocabili, tanto che non è stata neanche effettuata l'autopsia: Leo è stato folgorato da una scarica elettrica; il magistrato ha disposto la restituzione della salma alla famiglia, mentre i carabinieri hanno sequestrato la cabina elettrica dove ha perso la vita Palandri. Difficile stabilire con esattezza l'ora del decesso, ma è probabile che l'incidente sia avvenuto nei primissimi momenti dell'intervento di manutenzione programmato da tempo e iniziato poco dopo le 8 di ieri mattina. Tra i primi ad accorrere i titolari della River, i fratelli Paolo e Marco Carli, sconvolti per la tragedia. Proprio mentre vengono effettuati i rilievi, il cellulare dell'elettricista continua a suonare incessantemente. Sul display compare il nome di Cecilia, una delle figlie. Nel frattempo inizia lo straziante pellegrinaggio di familiari e amici. Le prime ad arrivare sono la moglie e una delle figlie, che corre ai piedi del padre, ancora lì, disteso per terra, privo di vita. Grida disperata il suo dolore: «Non ci credo, voglio morire». Troppo grande la tragedia, troppo forte quell'immagine che mai avrebbe voluto vedere. L'eco delle sue grida non si è ancora spenta quando arrivano, uno dopo l'altro, i suoi fratelli ai quali a nulla serve l'abbraccio carico di conforto degli amici e delle persone a loro più care.
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